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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27564/2026 del 22/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

In sede esecutiva un soggetto già condannato ha chiesto al Tribunale di Napoli di applicare la disciplina della continuazione tra i reati oggetto di due sentenze definitive: una del 2011, relativa a partecipazione ad associazione di tipo mafioso e a violazioni in materia di diritto d'autore, e una del 2023, relativa a partecipazione ad associazione per delinquere e a violazioni in materia di diritto d'autore. Il Tribunale ha rigettato l'istanza ritenendo assente una programmazione unitaria: le condotte associative risultavano fattualmente non interferenti, commesse con soggetti diversi e non sovrapponibili tra loro. Con il ricorso per cassazione la difesa ha dedotto che il giudice dell'esecuzione avrebbe travisato la richiesta, trattandola come domanda di ne bis in idem tra le due condanne associative, mentre l'istanza riguardava in realtà la continuazione; secondo il ricorrente, i fatti sarebbero stati sempre gli stessi commercio di DVD contraffatti, svolti con gruppi criminali diversi e in tempi sovrapponibili, circostanze che avrebbero dovuto fondare il riconoscimento del vincolo della continuazione. Il Procuratore generale ha chiesto dichiararsi l'inammissibilità del ricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo infondato il motivo dedotto. Ha osservato che l'ordinanza impugnata aveva motivato il diniego della continuazione sulla mancanza di interferenze fattuali tra le due diverse condotte associative e, quindi, sull'assenza di elementi concreti e specifici idonei a dimostrare un medesimo disegno criminoso. La Corte ha ritenuto coerente tale impostazione con il principio per cui l'unicità del disegno criminoso deve essere desunta da elementi oggettivi e soggettivi concreti, non soltanto da dati temporali o di contesto. Il ricorso, invece, si è limitato a richiamare la medesimezza dell'indole dei reati e una sovrapposizione temporale, elementi considerati insufficienti se non accompagnati dalla dimostrazione dell'originario programma criminoso. In particolare, la difesa non ha chiarito quale fosse il programma criminoso esistente al momento del primo delitto associativo, né ha mostrato che, già allora, il condannato avesse previsto la successiva commissione dei reati poi giudicati con la sentenza del 2023. Esclusa la continuazione tra i due sodalizi, non è stato ritenuto illogico negare anche la continuazione tra i reati-fine dello stesso tipo commessi nel medesimo periodo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 416-bis c.p.

    indicato come uno dei reati oggetto della prima condanna, in relazione all'appartenenza a un sodalizio mafioso.

  • art. 416 c.p.

    indicato come uno dei reati oggetto della seconda condanna, in relazione a un'associazione per delinquere.

  • art. 171-ter l. 22 aprile 1941, n. 633

    indicato come reato in materia di diritto d'autore contestato in entrambe le sentenze di condanna richiamate.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento della continuazione, il medesimo disegno criminoso deve essere desunto da elementi concreti e specifici, oggettivi e soggettivi, riferiti al programma delittuoso originario; non sono sufficienti, da soli, la mera identità di indole dei reati o la vicinanza temporale delle condotte.
  • Quando il giudice dell'esecuzione esclude la continuazione per mancanza di interferenze fattuali tra le condotte associative, il ricorrente deve criticare puntualmente tale motivazione dimostrando il nesso tra i diversi reati e l'esistenza, già al momento del primo fatto, di un programma criminoso unitario.
  • Se viene esclusa la continuazione tra le diverse associazioni o i diversi sodalizi, non è di per sé illogico negare anche la continuazione tra i reati-fine omogenei commessi nel medesimo periodo, in assenza di ulteriori dati concreti idonei a collegarli a un unico disegno criminoso.

Come è indicizzato

MaterieUso di atto falsoImpugnazioni
RamiReati contro la fede pubblicaProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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