Cassazione Penale, Sentenza n. 20184/2022 del 24/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP. L'Alvaro contestava: 1) la sussistenza dei gravi indizi in ordine al capo 55) (coltivazione/piantagione di stupefacenti, art. 73 d.P.R. 309/1990) per assenza di prove e perché la sola presenza della sua auto in prossimità della piantagione non dimostrerebbe la sua partecipazione; 2) l'erronea qualificazione di Alvaro come fornitore principale dell'associazione di cui al capo 2) (art. 74 d.P.R. 309/1990), in assenza di riscontri concreti; 3) vizi di motivazione e uso di 'copia e incolla' negli atti; 4) illogicità e contraddittorietà delle valutazioni in ordine alle esigenze cautelari, e in particolare sull'esistenza del pericolo di recidiva e sull'adeguatezza della custodia in carcere.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato inammissibile il ricorso ritenendo i motivi manifestamente infondati. Ha confermato che il Tribunale del riesame ha adeguatamente esaminato e motivato i gravi indizi relativi sia al ruolo di Alvaro come fornitore nell'ambito dell'associazione (capo 2) sia alla sua partecipazione alla progettazione/realizzazione della piantagione (capo 55). La Corte ha ritenuto legittima l'utilizzazione delle captazioni e delle riprese video, e coerente la valutazione della concatenazione degli elementi indiziari (conversazioni intercettate, riprese, rapporti ripetuti e organizzativi con il Cimarosa Carmelo). Ha altresì ritenuto irrilevante il richiamo alla sola presenza dell'auto sul luogo se valutata isolatamente rispetto al quadro indiziario complessivo. Quanto alle censure sul 'copia e incolla', la Corte ha osservato che tale tecnica è ammissibile se accompagnata da analisi puntuali, come avvenuto. Infine la Corte ha ritenuto adeguata la misura cautelare in presenza di concrete esigenze di cautela e pericolosità, e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73
Norma sulla produzione/coltivazione e traffico di sostanze stupefacenti; la Corte ha ritenuto che la contestazione relativa alla piantagione (capo 55) fosse supportata da elementi indiziari valutabili unitariamente
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 74
Norma sull'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Corte ha confermato che le intercettazioni e i riscontri indicavano un ruolo di fornitore/partecipe per il ricorrente
codice penale, art. 416‑bis (aggravante)
Riferimento all'aggravante di tipo mafioso; la motivazione ha considerato il collegamento con consorterie di stampo mafioso ai fini della valutazione della pericolosità
codice di procedura penale, art. 273
Richiede la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza per le misure cautelari: la Cassazione può sindacare solo vizi di legge o manifeste illogicità della motivazione e non rivedere i fatti
codice di procedura penale, art. 274 comma 1 lett. c) e art. 275 comma 3
Norme sulle esigenze cautelari e sui criteri di applicazione della misura: la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia adeguatamente motivato la sussistenza delle esigenze cautelari (pericolo di recidiva, gravità e pluralità delle condotte)
codice di procedura penale, art. 192 comma 3
Prevede, in alcuni casi, la necessità di riscontri alle dichiarazioni; la Corte ha ricordato che le intercettazioni possono costituire fonte di prova diretta senza necessità di ulteriori riscontri quando valutate logicamente
Costituzione, artt. 13 e 111
Richiamate dal ricorrente in censura su libertà personale e diritto al giusto processo; la Corte non ha ritenuto sussistere vizio costituzionale nella motivazione impugnata
codice di procedura penale, art. 173 (sul contenuto del ricorso)
Norma citata per i limiti della motivazione del ricorso: la Corte ha riferito i motivi nei limiti necessari per la decisione
decreto‑legge n. 137/2020, art. 23 comma 8
Autorizza l'uso di memorie/requisitorie scritte del Procuratore generale; citato rispetto alla memoria del PG nella causa
Massime di principio
- In cassazione contro provvedimenti cautelari il sindacato è limitato: si verifica solo la presenza di vizi di diritto o la manifesta illogicità della motivazione, non la riconsiderazione del merito fattuale
- Intercettazioni e captazioni, se logicamente valutate e integrate con altri riscontri (riprese, contatti ripetuti, ruoli dichiarati da terzi), possono costituire prova diretta e giustificare la misura cautelare
- La presenza occasionale dell'imputato in una zona rilevante è indizio debole se isolata, ma può contribuire al quadro indiziario se valorizzata insieme ad altri elementi concreti
- L'uso della tecnica del 'copia e incolla' negli atti non è di per sé viziato: è ammissibile se accompagnato da analisi specifiche e motivazione puntuale delle ragioni del convincimento
- Per ottenere l'annullamento di una misura cautelare è necessario indicare in modo preciso e specifico quali aspetti della motivazione difettano tanto da determinare una diversa conclusione, non bastano letture alternative o generiche
- La sussistenza di esigenze cautelari (pericolo di recidiva, gravità e pluralità delle condotte, collegamenti mafiosi) può giustificare la custodia in carcere anche in presenza di contestazioni sull'interpretazione di singoli elementi probatori
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