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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08315/2026 del 03/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso in cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Fermo che aveva rigettato la richiesta di applicazione della disciplina del reato continuato in executivis con riferimento a due condanne esecutive: detenzione illecita di stupefacenti del 30/06/2017 e furto aggravato dell'08/04/2018. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio motivazionale per non avere il giudice dell'esecuzione riconosciuto l'unicità del disegno criminoso, non avendo considerato gli indici di unitarietà emergenti dalle sentenze e lo stato di tossicodipendenza del condannato, sostenendo che i reati sarebbero riconducibili a un progetto unitario volto a procurare denaro per soddisfare esigenze tossicomaniche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha richiamato i principi che regolano il riconoscimento della continuazione anche in sede esecutiva (necessità di verificare omogeneità dei beni tutelati, contiguità spazio-temporale, causalità, modalità, sistematicità, e preventiva programmazione dei reati) e l'onere per il ricorrente di indicare specifici elementi sintomatici della pianificazione unitaria. Ha ritenuto che il Tribunale di Fermo abbia correttamente escluso l'unicità del disegno criminoso, considerando la diversa natura dei reati (solo uno pertinenziale a stupefacenti), le diverse modalità di commissione e l'intervallo temporale quasi annuale; inoltre lo stato di tossicodipendenza non era stato documentato né adeguatamente dedotto nelle istanze. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. La Corte ha disposto l'oscuramento di parti del provvedimento attinenti alla tossicodipendenza.

Norme richiamate

  • art. 81, comma secondo, cod. pen.

    art. 81, comma secondo c.p.

    La disciplina della continuazione richiede prova o elementi concreti di un progetto criminoso unitario; lo stato di tossicodipendenza può giustificare l'unicità del disegno solo se i reati siano concretamente collegati a tale stato e sussistano gli altri requisiti per la continuazione

  • art. 186, disp. att. cod. proc. pen.

    art. 186 disp. att. c.p.p.

    Consente l'acquisizione d'ufficio delle sentenze; tuttavia le circostanze rilevanti (es. tossicodipendenza) devono risultare dalle sentenze acquisite o essere provate, altrimenti non possono essere valorizzate dal giudice

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Dispositivo sulla liquidazione delle spese processuali: la parte soccombente in cassazione è condannata alle spese

Massime di principio

  • La domanda di applicazione della continuazione in executivis richiede che il ricorrente indichi puntualmente i reati da unificare e fornisca elementi concreti che dimostrino una preventiva programmazione unitaria; affermazioni generiche non sono sufficienti.
  • I criteri per valutare la continuazione includono omogeneità del bene giuridico tutelato, contiguità spazio-temporale, modalità di commissione, causalità e sistematicità; la mera vicinanza cronologica o l'identità/analogia dei titoli di reato sono indici insufficienti, essendo più indicativi di abitudinarietà criminosa.
  • Lo stato di tossicodipendenza può concorrere a giustificare l'unicità del disegno criminoso soltanto se dimostrato e se i reati risultano collegati funzionalmente a tale condizione; va documentato con elementi probatori o emerge dalle sentenze acquisite.
  • Il giudice dell'esecuzione ha ampio potere di valutazione sugli elementi sostanziali idonei a far emergere un disegno criminoso unitario e non è obbligato a riconoscere la continuazione in presenza di dati discordanti (diversa natura dei reati, modalità differenti, intervalli temporali non brevi).
  • In caso di rigetto del ricorso in cassazione il ricorrente può essere condannato alle spese processuali; pertanto è consigliabile allegare e documentare in modo puntuale gli elementi fattuali e probatori a supporto della domanda di continuazione.

Testo integrale

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