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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40077/2022 del 24/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di riesame avverso il decreto di convalida del sequestro probatorio (03/12/2021) eseguito il 02/12/2021. Il sequestro riguardava hashish e marijuana in vari involucri, due telefoni cellulari e la somma di euro 16.150,00 trovati in perquisizione personale e domiciliare. Il ricorrente contestava la violazione e la falsa applicazione dell'art. 253 c.p.p., nonché l'apparenza e l'illogicità della motivazione: sosteneva che il denaro non poteva essere considerato profitto del reato di sola detenzione di stupefacenti e che mancava una motivazione idonea a dimostrare la finalità probatoria concreta perseguita con il sequestro del contante.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al sequestro della somma di euro 16.150,00 e ha annullato l'ordinanza impugnata esclusivamente su quel punto, rinviando al Tribunale di Firenze per nuovo giudizio sul sequestro del denaro. Per il resto il ricorso è stato rigettato. La Corte ha confermato la legittimità del sequestro dei due telefoni cellulari (ritenuti utili alle indagini, analizzabili nei contenuti), ma ha censurato la motivazione generica fornita dal PM/giudice del riesame circa la necessità e il nesso tra il denaro e il reato: per il sequestro probatorio di denaro occorre una indicazione specifica del nesso di derivazione/pertinenza con il reato, e la carenza motivazionale in tal senso invalida il provvedimento e impone annullamento e rinvio.

Norme richiamate

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Il sequestro probatorio ha finalità strettamente probatorie: è necessaria una relazione specifica e qualificata tra la cosa da sequestrare e l'ipotesi di reato. Per le cose qualificate come corpo di reato occorre indicare il nesso di derivazione/pertinenza con il reato; la mancanza di motivazione comporta nullità genetica del provvedimento.

  • Sezioni Unite, sentenza n.36072 del 19/04/2018

    Conferma la necessità che la motivazione espliciti la necessità della relazione di immediatezza fra la cosa sequestrata e il reato per la legittimità del sequestro probatorio.

  • Sez. 2, n.39187 del 17/09/2021 (Cristofori)

    Principio per cui la mancanza di motivazione sulla finalità probatoria rende il decreto di sequestro probatorio nullo e non sanabile in sede di riesame.

  • Sez. 2, n.49536 del 22/11/2019 (Vallese)

    Ribadisce che la specifica finalità del sequestro è prerogativa del Pubblico Ministero e che la motivazione deve essere adeguata a dimostrare la necessità probatoria.

  • Sez. 4, n.54827 del 19/09/2017 (Gigante)

    Evidenzia che il denaro rinvenuto in una perquisizione non è automaticamente profitto del reato di detenzione ai fini di spaccio; l'assenza di motivazione circa la finalità probatoria comporta annullamento del sequestro del denaro.

Massime di principio

  • Per il sequestro probatorio ai sensi dell'art. 253 c.p.p. è indispensabile una motivazione specifica che colleghi la cosa al reato: motivazioni generiche non sono sufficienti.
  • I telefoni cellulari frequentemente possono essere legittimamente sequestrati come elementi probatori in quanto il loro contenuto (chiamate, messaggi) può contribuire all'accertamento dei fatti.
  • Il sequestro di denaro contante richiede una valutazione e motivazione puntuale sul nesso con il reato (profitto, prezzo, strumento): la mera presenza di stupefacente non giustifica automaticamente il vincolo sul contante.
  • La carenza motivazionale grave nel decreto di sequestro probatorio determina la nullità del provvedimento, che non può essere sanata in sede di riesame e impone annullamento e rinvio.
  • È compito del Pubblico Ministero indicare la finalità probatoria concreta perseguita con il sequestro; il giudice del riesame non può supplire a carenze motivazionali essenziali del decreto.

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