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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40789/2024 del 06/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della determinazione della pena: il ricorrente ha rinunciato a tutti i motivi di appello eccetto quelli relativi alla pena. Denuncia un presunto errore di calcolo nella somma degli aumenti applicati alla pena base per il reato di rapina aggravata (pena base: anni 3, mesi 6 e €1.000). Secondo il ricorrente l'incremento indicato di mesi 2 e €100 (per continuazione con detenzione e porto di arma) avrebbe dovuto condurre a una pena finale di anni 3, mesi 8 e €1.100, mentre la Corte di appello ha fissato la pena in anni 3, mesi 10 e €1.200, avendo apparentemente sommato due aumenti da mesi 2 e €100 ciascuno.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha ritenuto che non sussista errore di calcolo: la motivazione della Corte di appello va letta unitariamente e non isolando il passaggio che sembra indicare un solo aumento. Il ricorrente è stato riconosciuto colpevole di tre reati (rapina aggravata, detenzione illegittima di arma comune da sparo e porto in luogo pubblico della medesima arma). Detenzione e porto non sono in rapporto di specialità e, salvo piena coincidenza temporale, concorrono, perciò gli aumenti per continuazione sono stati applicati una prima volta per la detenzione e una seconda volta, della stessa misura, per il porto. Ne deriva la pena base (anni 3, mesi 6, €1.000) aumentata di 2 mesi/€100 per la detenzione (arrivando a anni 3, mesi 8, €1.100) e aumentata di ulteriori 2 mesi/€100 per il porto (pena finale anni 3, mesi 10, €1.200). Il ricorrente è stato altresì condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 81, comma 2, c.p.

    La Corte ha interpretato l'aumento previsto per la continuazione come applicabile distintamente per ciascun reato in continuità (detenzione e porto), salvo assorbimento in caso di piena coincidenza temporale; pertanto due aumenti omogenei sono stati sommati alla pena base

Massime di principio

  • La motivazione giudiziaria va letta nel suo insieme: apparenti imprecisioni sintattiche o frasi ambigue possono essere risolte ricomponendo la logica argomentativa complessiva della sentenza
  • Se più reati non sono tra loro in rapporto di specialità e non sussiste piena coincidenza temporale, gli aumenti previsti per la continuazione (art. 81 co.2 c.p.) si applicano per ciascun reato in continuazione e si sommano
  • La mera indicazione testuale di un unico aumento non esclude che il giudice abbia inteso applicarne più d'uno quando ciò risulti coerente con la valutazione complessiva dei reati accertati
  • Chi rinuncia ai motivi di impugnazione eccetto quello sulla pena mantiene confermate le statuizioni di responsabilità e le relative conseguenze sanzionatorie, perciò la determinazione della pena terrà conto di tutti i reati definitivamente ritenuti provati
  • In caso di contestazione di errore aritmetico nella determinazione della pena, il controllo di legittimità verifica sia l'esattezza numerica sia la correttezza interpretativa della motivazione; non basta contestare la somma se la logica della sentenza giustifica un diverso computo

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