Cassazione Penale, Sentenza n. 46108/2022 del 06/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in Cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Verbania che aveva confermato la condanna per lesioni personali (art. 590 cod. pen.) per aver lasciato il proprio cane, di razza considerata pericolosa, senza idonea custodia su pubblica via causando un morso. Il ricorrente ha dedotto: (1) vizio procedurale per presunta inosservanza dell'art. 37 Dlgs 274/2000 in relazione all'art. 574 c.p.p., sostenendo che il Tribunale avrebbe erroneamente ritenuto non impugnato il capo relativo al risarcimento dei danni; (2) violazione di legge e vizio di motivazione nella affermazione della responsabilità, poiché il ricorrente ha sostenuto che il cane fosse al guinzaglio con la museruola in mano, che l'animale conosceva la vittima, e che l'aggressione fosse stata provocata da un comportamento anomalo della vittima (colpire il cane con una scopa), tali da escludere la colpa del proprietario.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha rilevato che il Tribunale aveva correttamente ritenuto che l'impugnazione della responsabilità implicava anche l'impugnazione del capo relativo al risarcimento; l'appello era però censurabile per genericità, sebbene il Tribunale avesse comunque affrontato il merito. Sul secondo motivo la Corte ha dichiarato l'eccezione inammissibile nella parte relativa alla motivazione, richiamando il limite di ammissibilità dei motivi in Cassazione per i reati di competenza del giudice di pace (art. 39-bis Dlgs 274/2000 e corrispondente art. 606 comma 2-bis c.p.p.), e ha ritenuto infondato il profilo di diritto: la conferma della condanna è conforme ai principi secondo cui il proprietario/detentore di un animale ha obblighi di custodia e controllo, specialmente per razze pericolose, che impongono l'adozione di cautele (guinzaglio, museruola). La versione difensiva sulla provocazione è basata su dichiarazione del solo imputato e rappresenta una diversa valutazione del materiale probatorio non sindacabile in Cassazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende. Sentenza decisa a Roma, 29 novembre 2022.
Norme richiamate
Decreto Legislativo 28 agosto 2000 n. 274, art. 37
Regola l'impugnabilità delle sentenze del giudice di pace per condanne alla sola pena pecuniaria; la Corte ha osservato che l'impugnazione della responsabilità può implicare anche l'impugnazione del capo sul risarcimento, ma ha richiamato l'esigenza di specificità dell'appello per evitare la genericità.
Decreto Legislativo 28 agosto 2000 n. 274, art. 39-bis
Limita i motivi proponibili in Cassazione per i reati di competenza del giudice di pace; la Corte ha confermato che non sono consentiti i motivi attinenti al vizio di motivazione, essendo ammessi soltanto i motivi tassativi previsti dall'art. 606 c.p.p.
Codice di procedura penale, art. 606 comma 2-bis
Richiama i limiti di ammissibilità del ricorso in Cassazione per sentenze di competenza del giudice di pace, come applicato per escludere l'esame del vizio motivazionale sollevato dal ricorrente.
Codice penale, art. 590
Norma sulle lesioni personali; la condanna è stata confermata in quanto la dinamica e la mancata idonea custodia dell'animale hanno consentito di ritenere la colpa del proprietario.
Codice penale (richiamo giurisprudenziale su art. 672, abrogato)
La Corte ha richiamato la propria giurisprudenza che, pur rilevando l'abrogazione dell'art. 672, afferma i parametri di colpa in tema di obblighi di custodia dell'animale e la responsabilità del proprietario per lesioni cagionate dall'animale.
Ordinanze del Ministero della Salute del 3 marzo 2009 e del 6 agosto 2013
Citate come elementi che rafforzano l'obbligo di controllo e custodia (uso di guinzaglio e museruola per cani pericolosi) e come riferimento ai doveri del detentore/ proprietario.
Massime di principio
- In caso di danno causato da un animale, il proprietario/detentore ha una posizione di garanzia che impone l'adozione di tutte le cautele ragionevoli (es. guinzaglio e museruola per razze pericolose); la mancata custodia può integrare responsabilità penale per lesioni.
- In Cassazione per reati di competenza del giudice di pace (Dlgs 274/2000) i motivi ammessi sono tassativi: non è possibile ottenere l'annullamento sulla sola base di una diversa valutazione della motivazione/ricostruzione fattuale; le questioni di fatto sono generalmente inammissibili.
- L'impugnazione del capo relativo alla responsabilità può estendersi anche ai punti della sentenza che ne derivano (es. risarcimento), ma l'appello non deve essere generico: è necessario indicare i vizi specifici contestati al giudice di merito.
- La prova della provocazione da parte della vittima deve essere solida e non basata esclusivamente sulla versione del solo imputato; se la circostanza è dedotta solo dal proprietario dell'animale, la ricostruzione alternativa difficilmente supera il sindacato di legittimità.
- In caso di condanna confermata, il ricorrente può essere condannato anche alle spese processuali e a sanzioni accessorie (es. versamento alla cassa delle ammende).
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