Cassazione Penale, Sentenza n. 6267/2024 del 12/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso contestava l'ordinanza del Tribunale dell'Aquila che aveva annullato l'ordinanza del GIP con la quale era stata applicata la misura interdittiva della sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio o servizio. Il PM ha dedotto tre motivi principali: 1) violazione di legge e contraddittorietà/manifesta illogicità della motivazione, sostenendo che il Tribunale non avrebbe considerato atti direttamente imputabili all'indagata (es. frazionamento della gara deciso dalla D'Amico, dichiarazioni dei correi come l'interrogatorio di Fruttaldo); 2) errata interpretazione del ruolo e delle competenze del RUP (violazione dell'art. 31 del d.lgs. n.50/2016 e richiamo alla disciplina dei contratti pubblici d.lgs. 163/2006 poi d.lgs. 36/2023), cui sarebbe stato attribuito un ruolo meramente notarile; 3) incapacità di valutare le esigenze cautelari ai sensi dell'art. 274, comma 1, lett. c) c.p.p., rilevando che la domanda di pensionamento della D'Amico non avrebbe eliminato il rischio di recidiva né tenuto conto di altri procedimenti pendenti a suo carico.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi proposti si risolvevano in una mera "lettura alternativa" delle risultanze investigative e non in una violazione di norme di legge o in una manifesta illogicità emergente dal testo dell'ordinanza impugnata. La Corte ha ricordato che il controllo di legittimità sulla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza è limitato: può intervenire solo quando sussista una violazione normativa specifica o una illogicità palese nella motivazione del provvedimento impugnato, non per riesaminare il peso degli elementi probatori o adottare una diversa ricostruzione dei fatti.
Norme richiamate
art. 310 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione al tipo di impugnazione esperita (appello in materia cautelare); il ricorso del PM è stato presentato ex art. 310 ma valutato inammissibile per motivi di merito interpretativo.
art. 353 cod. pen.
Articolo relativo al reato di 'turbata libertà degli incanti' che costituisce l'ipotesi di accusa nei confronti di D'Amico; la valutazione della sussistenza degli indizi è rimessa al giudice di merito.
art. 31 d.lgs. n.50/2016
Norma citata dal PM per sottolineare il ruolo centrale del RUP nelle procedure di evidenza pubblica; la Corte ha rilevato che la censura non ha dimostrato una specifica errata applicazione della norma nel testo dell'ordinanza impugnata, ma proponeva una diversa lettura dei fatti.
d.lgs. 163/2006 (oggi d.lgs. 36/2023)
Riferimento alla disciplina dei contratti pubblici richiamata dal ricorrente per argomentare il ruolo del RUP; la Corte richiede che la presunta violazione normativa emerga chiaramente dal provvedimento impugnato per ammettere il ricorso.
art. 274, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Norma sulle esigenze cautelari rilevanti per l'applicazione di misure interdittive; il PM ha contestato la valutazione del Tribunale sul rischio di recidiva, ma la Corte ha ritenuto la censura come una diversa valutazione dei fatti priva dei requisiti di inammissibilità.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non riesamina i fatti o il peso delle prove: il ricorso che si limita a proporre una diversa lettura degli elementi di fatto è inammissibile.
- Per ottenere l'annullamento di un provvedimento cautelare in Cassazione è necessario dimostrare una violazione specifica di legge o una manifesta illogicità della motivazione che emerga direttamente dal testo del provvedimento impugnato.
- Le censure sul ruolo istituzionale del RUP o sulla valutazione del rischio di recidiva devono evidenziare errori di diritto o omissioni logiche palesi nel provvedimento, non solo argomentazioni alternative basate sulle stesse risultanze investigative.
- La presentazione di fatti nuovi o la richiesta di una diversa valutazione probatoria spetta al giudice di merito; in sede di legittimità occorre concentrarsi su vizi formali, giuridici o su contraddizioni manifeste nella motivazione.
- Se si vuole impugnare con successo una decisione cautelare, è strategico indicare punti precisi del provvedimento in cui mancano ragioni giuridicamente significative o emergono contraddizioni evidenti, corredando il tutto con norme e principi la cui violazione sia facilmente riscontrabile nel testo dell'atto.
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