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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47379/2022 del 15/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del 27/01/2020 che aveva dichiarato non doversi procedere nei confronti dell'imputato per il delitto di cui all'art. 610 c.p. per estinzione del reato a seguito di remissione di querela. Il Procuratore Generale ha dedotto violazione di legge sul punto della procedibilità, sostenendo che la violenza privata è reato procedibile d'ufficio e quindi la remissione della querela non avrebbe dovuto estinguere il procedimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, affermando che il reato di violenza privata (art. 610 c.p.) è procedibile d'ufficio; ha annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Trapani. La Corte ha inoltre richiamato il principio secondo cui, quando il Procuratore generale propone ricorso per cassazione pur non avendo legittimazione ai sensi dell'art. 593-bis, comma 2 c.p.p., non si configura il ricorso 'per saltum' e, in caso di annullamento, il rinvio deve essere disposto al giudice che ha emesso la sentenza impugnata e non al giudice dell'appello.

Norme richiamate

  • art. 610 cod. pen.

    La violenza privata è qualificata come reato procedibile d'ufficio; pertanto la remissione di querela non impedisce il perseguimento dell'illecito.

  • art. 593-bis, comma 2 cod. proc. pen.

    Disciplina la legittimazione del procuratore generale ad impugnare; la Corte sottolinea che, se il Procuratore generale non ha legittimazione soggettiva per l'impugnazione, non opera il meccanismo del ricorso per cassazione 'per saltum'.

  • art. 569, comma 4 cod. proc. pen.

    Norma che normalmente dispone il rinvio al giudice competente per l'appello dopo annullamento in cassazione; la Corte chiarisce però che non si applica quando l'impugnazione è stata esperita dal Procuratore generale senza legittimazione, dovendosi rinviare al giudice che ha emesso la sentenza impugnata.

  • D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8, convertito con L. 176/2020; art. 16 D.L. 30/12/2021 n. 228

    Richiamate esclusivamente in ordine alla disciplina della discussione orale: le parti non hanno richiesto la discussione orale ai sensi della normativa vigente.

  • Cass. Sez. 5, n. 34998 del 20/10/2020 (Rv. 279985)

    Giurisprudenza richiamata che conferma il principio secondo cui, quando il Procuratore generale impugna una sentenza proscioglimento per remissione di querela ma non ha legittimazione, il rinvio dopo annullamento va al giudice che ha emesso la decisione impugnata.

Massime di principio

  • Se il reato è procedibile d'ufficio, la remissione di querela non estingue il reato né impedisce la prosecuzione dell'azione penale.
  • Prima di accogliere una remissione di querela come causa di estinzione, il giudice deve verificare la natura della procedibilità dell'illecito; un errore in tal senso può legittimare l'annullamento in cassazione.
  • La legittimazione soggettiva dell'impugnante è rilevante per determinare le conseguenze del ricorso: se il Procuratore generale impugna senza avere titolo ai sensi dell'art. 593-bis c.p.p., in caso di annullamento il rinvio va al giudice che ha emesso la sentenza impugnata e non al giudice dell'appello.
  • In casi analoghi è opportuno verificare preliminarmente (a) la natura della procedibilità del reato, (b) l'effetto della remissione di querela rispetto a quella natura, e (c) la legittimazione dell'organo che intende proporre impugnazione per scegliere la strategia processuale corretta.

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