Ordinanza n. 11493/2026 - Roma, Sezione 1Q
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di esclusione dalla procedura speciale di reclutamento nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco, adottato sulla base del giudizio medico di non idoneità per presenza nelle urine di sostanze stupefacenti o psicotrope
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato gli atti della procedura speciale di reclutamento riservata al personale volontario dei vigili del fuoco, inclusi il bando, la disciplina regolamentare dei requisiti di idoneità, la nomina della commissione medica, la graduatoria finale, il verbale medico e il decreto di esclusione. Il giudizio di non idoneità era motivato dalla presenza nelle urine di sostanze stupefacenti o psicotrope, accertata mediante test di conferma. È stata inoltre chiesta, in via cautelare, la rinnovazione dell’accertamento o l’ammissione con riserva alle ulteriori fasi della selezione, nonché il risarcimento del danno, in forma specifica o per equivalente. Nell’ordinanza in esame il Collegio non definisce i motivi di legittimità dedotti, ma rileva che le operazioni di verificazione già disposte non erano state ancora eseguite, poiché il verificatore attendeva disposizioni e la consegna del campione biologico.
La decisione
Il TAR non decide nel merito la legittimità dell’esclusione né la domanda risarcitoria. Conferma il quesito già formulato nelle precedenti ordinanze istruttorie e dispone specifici incombenti per consentire l’espletamento della verificazione sul campione biologico nel rispetto del contraddittorio. Ordina al Ministero di comunicare al difensore del ricorrente, almeno cinque giorni prima, data, ora e luogo concordati con il verificatore per il ritiro del campione, così da permettere l’assistenza alle operazioni di consegna e presa in carico; di redigere un verbale delle operazioni; e, all’esito della verificazione, di curare il ritiro del campione secondo le indicazioni del verificatore e i protocolli di conservazione previsti dalle linee guida. La Segreteria e il ricorrente sono onerati di comunicare l’ordinanza al verificatore e all’Amministrazione. È fissata la prosecuzione alla camera di consiglio del 6 ottobre 2026. Disposto inoltre l’oscuramento delle generalità per la natura dei dati sanitari trattati.
Norme richiamate
art. 30 c.p.a.
al risarcimento del danno in forma specifica ... nonché ... al pagamento del danno subito e subendo
La disposizione è richiamata dal ricorrente quale base della domanda risarcitoria; l’ordinanza non decide tale domanda.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all’oscuramento delle generalità
Giustifica l’oscuramento delle generalità in relazione ai dati personali e sanitari trattati nel giudizio.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata
È richiamato in relazione alla particolare natura dei dati sanitari oggetto della verificazione e alla tutela della riservatezza.
Massime di principio
- Quando una verificazione giudiziale riguarda un campione biologico, il giudice può imporre all’amministrazione specifiche modalità di consegna, presa in carico, verbalizzazione e conservazione del campione, al fine di garantire attendibilità dell’accertamento e contraddittorio effettivo.
- Il difensore della parte deve essere posto in condizione di assistere alle operazioni di consegna e presa in carico del campione biologico mediante comunicazione preventiva della data, dell’orario e del luogo, con un preavviso adeguato; nell’ordinanza è individuato un preavviso minimo di cinque giorni.
- Le operazioni di consegna di un campione biologico destinato a verificazione devono essere documentate mediante apposito processo verbale e svolte nel rispetto dei protocolli di conservazione indicati dal verificatore e dalle linee guida applicabili.
Come è indicizzato
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