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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13086/2026 del 09/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l'applicazione dell'istituto della continuazione tra reati giudicati con sei sentenze di condanna. Il giudice di primo grado ha respinto l'istanza motivando: a) alcune sentenze (n. 526/2015 Tribunale di Ascoli Piceno e n. 2220/2017 Corte d'appello di Ancona) sarebbero già state dichiarate in continuazione tra loro; b) la sentenza n. 179/2022 del G.u.p. del Tribunale di Pesaro sarebbe ineseguibile in Italia in quanto la richiesta di estensione della consegna (Mandato di Arresto Europeo) alla Romania non sarebbe ancora decisa; c) per le altre sentenze (n. 84/2019 Chieti, n. 543/2011 Lanciano, n. 466/2015 Avezzano) non emergerebbero elementi idonei a dimostrare una preventiva programmazione comune dei reati, essendo rilevanti la lontananza dei luoghi e la presenza di complici diversi. Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza per vizio di motivazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata, disponendo il rinvio al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pesaro per un nuovo esame. La Corte ha accertato, mediante l'ordine di esecuzione del 18 settembre 2024, che la sentenza n. 179/2022 era invece eseguibile in Italia per effetto dell'estensione concessa dalla Corte d'appello di Bucarest il 20 giugno 2024 e della consegna del condannato del 30 settembre 2020; pertanto la motivazione del rigetto basata sull'inesecutività era errata e ha viziato l'intero provvedimento. Il giudice dovrà riesaminare integralmente l'istanza, valutando la possibile unitarietà del disegno criminoso tra la n. 179/2022 e ciascuna delle altre pronunce, incluse quelle già fra loro riconosciute in continuazione.

Norme richiamate

  • Mandato di Arresto Europeo (MAE)

    citato nel provvedimento come "Mandato di Arresto Europeo indirizzato allo Stato della Romania"

    La Corte dà rilievo all'estensione concessa dalla Corte d'appello di Bucarest e alla conseguente consegna del condannato: il MAE, una volta esteso e la consegna effettuata, rende la sentenza eseguibile in Italia ai fini dell'ordine di esecuzione

  • Disciplina della continuazione (unico disegno criminoso)

    La continuazione tra reati richiede, oltre all'omogeneità dei delitti, elementi che dimostrino una preventiva programmazione o unità di disegno criminoso e non la mera scelta di vita. Elementi valutati includono la prossimità temporale, la natura omologa dei reati, la presenza di coordinamento o medesimi complici, la localizzazione dei fatti e la prova di una programmazione comune

  • Ordine di esecuzione emesso dal Procuratore

    "ordine di esecuzione emesso dal Procuratore presso il Tribunale di Pesaro in data 18 settembre 2024" (allegato al ricorso)

    L'ordine di esecuzione costituisce atto idoneo a certificare l'esecutività della sentenza in Italia e può correggere la valutazione errata del giudice sull'inesecutività di una pronuncia estera o estesa

Massime di principio

  • La valutazione della continuazione tra più sentenze richiede un esame complessivo e non frammentario: la esecutività o meno di una sentenza è elemento fondamentale che può incidere sulla valutazione dell'unità del disegno criminoso
  • La mera corrispondenza di tipologie di reato (omologia) non è sufficiente per riconoscere la continuazione: occorrono elementi idonei a mostrare una preventiva programmazione o coordinamento, quali vicinanza temporale, progettualità comune o contatti organizzativi tra i reati
  • L'esistenza di procedure internazionali di consegna (es. MAE) e loro estensione da parte dello Stato coesecutore può trasformare una pronuncia apparentemente non eseguibile in Italia in una sentenza eseguibile; documenti ufficiali di esecuzione devono essere considerati dal giudice e, se contraddicono le sue presunzioni, ne inficiano la motivazione
  • Se la decisione di primo grado si fonda su un presupposto fattuale inesistente o errato (es. inesecutività di una sentenza), il provvedimento è viziato nella logicità e deve essere riesaminato, consentendo al giudice una piena libertà valutativa nel rispetto dei principi indicati
  • La presenza di coimputati ricorrenti o di continuazioni già dichiarate tra alcune pronunce non impedisce in assoluto il riconoscimento di ulteriori continuazioni tra le medesime e altre sentenze; la verifica va fatta caso per caso, valutando la possibile unità del disegno criminoso complessivo

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