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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35135/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 09/01/2019 che aveva confermato la condanna inflitta dal GUP di Santa Maria Capua Vetere per tentata estorsione continuata. I motivi principali erano: (1) violazione di legge e vizio della motivazione circa la sussistenza degli elementi costitutivi del reato; (2) vizio della motivazione circa l'elemento soggettivo (dolo). In sostanza il ricorrente chiedeva una diversa valutazione dei fatti e della responsabilità contestata, sostenendo che la ricostruzione probatoria fosse errata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso palesemente inammissibile rilevando che i motivi si limitavano a una ricostruzione alternativa dei fatti e a deduzioni di merito generiche e aspecifiche, senza contestare in modo specifico e motivato le statuizioni giurisdizionali della Corte territoriale. I giudici di merito avevano invece fornito esegeta e argomentazione sufficiente, in particolare con riguardo al fatto che l'imputato, nella sua qualità di esecutore testamentario, aveva prospettato l'esistenza di un testamento successivo per ottenere denaro dagli eredi (ovvero per assicurarsi un vantaggio patrimoniale), dimostrando il dolo. Il ricorso è stato quindi respinto, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • D.L. n.137/2020

    art. 23, co. 8, D.L. n.137/2020

    Richiamata in relazione alla trattazione del ricorso con contraddittorio scritto; indica il termine e la modalità di trattazione con repliche scritte adottata nel procedimento

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione respinge i ricorsi che si limitano a una rielaborazione dei fatti e a richieste di rivalutazione del compendio probatorio se non contengono censure giuridiche specifiche e motivate.
  • Le decisioni di merito corredate da una motivazione esauriente sono difficilmente sindacabili in Cassazione quando il ricorrente non individua contraddizioni logiche, omissioni rilevanti o violazioni normative puntuali.
  • Per impugnare con successo la valutazione dell'elemento soggettivo (dolo) occorre dimostrare, con riferimenti precisi alla motivazione, l'assenza di elementi probatori o l'esistenza di valutazioni illogiche o contraddittorie nella sentenza.
  • Le doglianze di merito che non raggiungono il grado di specificità richiesto dall'articolazione del ricorso rendono lo stesso inammissibile e comportano la condanna alle spese e, spesso, al pagamento di somme alla Cassa delle Ammende.
  • Quando un soggetto esercita un ruolo fiduciario (es. esecutore testamentario) e ne abusa per ottenere un vantaggio patrimoniale mediante minaccia o pressione, la circostanza rafforza la valutazione del dolo estorsivo da parte del giudice.

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