Sentenza n. 11060/2026 - Roma, Sezione 1B
per l'annullamento dei provvedimenti ripiano superamento tetti di spesa dispositivi medici
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi degli artt. 35, comma 1, lettera c), e 85, comma 9, c.p.a., prendendo atto della dichiarazione della parte ricorrente. Non è stata quindi esaminata la legittimità dei provvedimenti impugnati né il merito delle censure. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione dell'andamento e dell'esito in rito della vicenda.
Atto impugnato: provvedimenti relativi al ripiano del superamento dei tetti di spesa per dispositivi medici
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni statali)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa ha impugnato, con ricorso e motivi aggiunti, i provvedimenti relativi al ripiano del superamento dei tetti di spesa per dispositivi medici, chiedendone l'annullamento. Nel corso del giudizio, con dichiarazione del 16 aprile 2026, il difensore della ricorrente ha rappresentato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. Dal testo non risultano ulteriori motivi di illegittimità dedotti né le ragioni specifiche della sopravvenuta carenza di interesse.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il ricorso è dichiarato improcedibile quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione.
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato quale disposizione applicabile alla definizione in rito della controversia.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente dalla quale emerga la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- Quando il giudizio è definito in rito per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non esamina la legittimità degli atti impugnati e può compensare le spese in ragione dell'andamento e dell'esito della vicenda.
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