Sentenza n. 12780/2026 - Roma, Sezione 5Q
Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: annullamento DAC 73723 e atti collegati Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da -OMISSIS- il 27/3/2024: annullamento degli atti impugnati.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: DAC 73723 e atti collegati, nonché gli atti impugnati con motivi aggiunti
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione e controinteressato)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno proposto un ricorso, successivamente integrato da motivi aggiunti, per l’annullamento della DAC 73723 e degli atti collegati. Prima dell’udienza pubblica, hanno depositato una dichiarazione espressa di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, riferita sia al ricorso introduttivo sia ai motivi aggiunti.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso, come integrato dai motivi aggiunti, per sopravvenuta carenza di interesse. Il Collegio ha ritenuto di non poter decidere il merito né sostituirsi ai ricorrenti nella valutazione dell’interesse ad agire. In applicazione del principio dispositivo in senso ampio, finché la causa non è trattenuta in decisione il ricorrente può disporre dell’azione e dichiarare di non avere più interesse alla decisione di merito. È stata quindi adottata una pronuncia meramente processuale ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse
La sopravvenuta carenza dell’interesse a ricorrere, espressamente dichiarata dalla parte prima della decisione, determina l’improcedibilità del ricorso.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, la dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, resa prima che la causa sia trattenuta in decisione e in assenza di repliche o diverse richieste delle altre parti, comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- Il giudice amministrativo non può decidere d’ufficio il merito della controversia né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell’interesse ad agire quando quest’ultimo abbia dichiarato di non avere più interesse alla decisione.
- La pronuncia di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse è una decisione meramente processuale e non produce effetti conformativi o decisori al di fuori del giudizio.
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