Cassazione Civile, Ordinanza n. 36415/2023 del 29/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (impresa)
La controversia
La decisione riguarda un procedimento di correzione di errore materiale d'ufficio. In una precedente ordinanza della Corte, l'intestazione riportava correttamente il numero dell'ordinanza da correggere, ma nel dispositivo era stato indicato per errore un diverso provvedimento, ossia un'ordinanza interlocutoria che aveva trattato in via preliminare il ricorso per correzione. Il Presidente titolare della sezione competente, rilevata la soppressione della sezione originaria e il transito delle competenze, ha disposto la trattazione della correzione d'ufficio. Le parti non hanno depositato memoria e il Pubblico Ministero non ha formulato conclusioni. Il ricorso/istanza in sostanza mirava alla rettifica del riferimento numerico dell'ordinanza corretta, per rendere coerente il dispositivo con l'intestazione e con l'effettivo provvedimento oggetto di correzione.
La decisione
La Corte ha accolto l'iniziativa officiosa e ha disposto la correzione dell'ordinanza n. 3518 del 2023, stabilendo che nel dispositivo, al posto delle parole riferite all'"ordinanza del 19 ottobre 2022 n. 30742", devono leggersi quelle relative all'"ordinanza del 17 marzo 2022 n. 8674". Ha inoltre ordinato alla cancelleria di annotare la correzione sia sull'ordinanza corretta sia su quella oggetto di rettifica. La decisione è stata adottata ai sensi dell'art. 288 c.p.c., per eliminare un evidente errore materiale. Non vi è statuizione sul merito della controversia sostanziale originaria, essendo il provvedimento limitato alla correzione formale.
Norme richiamate
art. 380-bis.1 c.p.c.
richiamato come base procedurale per la trattazione del procedimento di correzione in camera di consiglio
art. 288 c.p.c.
fondamento del potere di correggere d'ufficio l'errore materiale e di disporre l'annotazione della correzione
Massime di principio
- L'errore materiale in un provvedimento della Corte può essere corretto d'ufficio quando emerga ictu oculi un contrasto tra intestazione e dispositivo o comunque un evidente lapsus materiale.
- Nel procedimento di correzione, il giudice deve limitarsi a rettificare l'errore formale senza incidere sul contenuto decisorio sostanziale del provvedimento originario.
- La correzione deve assicurare la coerenza testuale del provvedimento e può essere accompagnata dall'ordine alla cancelleria di annotare la rettifica sia sul provvedimento corretto sia su quello erroneamente indicato.
- La soppressione dell'ufficio giudicante originario e il trasferimento delle competenze non impediscono la correzione d'ufficio dell'errore materiale da parte del nuovo ufficio competente.
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