Sentenza n. 418/2026 - Napoli, Sezione 5
per l'annullamento a) del provvedimento prot. n. 68537 del 10.12.2025, notificato in pari data a mani del ricorrente, con il quale il Comune di Marcianise ha disposto il “divieto immediato di prosecuzione ad horas dell'attività” dell'attività di trattamento e di recupero di rifiuti speciali non pericolosi in titolarità della ditta Orlando Elpidio oggetto di Autorizzazione Unica Ambientale n. 36 del 22.09.2026; b) della diffida del 28.07.2025 della Provincia di Caserta - citata nel doc. sub a); c) della comunicazione del 23.10.2025 della Provincia di Caserta recante l'avvio del procedimento di sospensione dell'Autorizzazione Unica Ambientale n. 36 del 22.09.2026; d) della determinazione n. 2023 del 01.12.2025 della Provincia di Caserta recante la sospensione dell'Autorizzazione Unica Ambientale n. 36 del 22.09.2026; e) di ogni altro atto o provvedimento preordinato, connesso e conseguente per quanto lesivo della posizione e dei diritti del ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: divieto immediato di prosecuzione dell'attività di trattamento e recupero di rifiuti, unitamente agli atti provinciali di diffida, avvio del procedimento e sospensione dell'Autorizzazione Unica Ambientale
Esito
Favorevole al ricorrente (operatore ambientale)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento comunale che disponeva il divieto immediato di prosecuzione dell'attività di trattamento e recupero di rifiuti speciali non pericolosi, nonché la diffida provinciale, la comunicazione di avvio del procedimento di sospensione e la determinazione provinciale di sospensione dell'Autorizzazione Unica Ambientale. Sono stati dedotti vizi di violazione di legge ed eccesso di potere sotto distinti profili. Nelle more del giudizio, il Comune ha adottato un provvedimento di revoca dell'atto impugnato, dando atto dell'ottemperanza alle prescrizioni precedentemente impartite. Il ricorrente ha quindi chiesto la cessazione della materia del contendere, ritenendo integralmente soddisfatto l'interesse azionato.
La decisione
Il TAR, decidendo con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Ha ritenuto che la sopravvenuta revoca del provvedimento impugnato, adottata in autotutela dopo l'ottemperanza alle prescrizioni, fosse integralmente satisfattiva dell'interesse del ricorrente e non lasciasse residuare alcuna utilità concreta alla pronuncia di merito. Il giudice ha richiamato l'orientamento secondo cui la cessazione della materia del contendere ricorre quando l'attività amministrativa successiva soddisfa in modo pieno e irretrattabile la posizione azionata. Le spese di giudizio sono state compensate.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
ex art. 60 cod. proc. amm.
Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti, quando ne ricorrono i presupposti.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Visto l'art. 34, co. 5, cod. proc. amm.
Costituisce il riferimento processuale per la declaratoria conseguente alla sopravvenuta cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere ricorre quando, successivamente alla proposizione del ricorso, l'amministrazione adotta un atto o pone in essere un'attività integralmente satisfattiva dell'interesse azionato.
- La sopravvenienza amministrativa è idonea a determinare la cessazione della materia del contendere solo se soddisfa pienamente e irretrattabilmente la posizione giuridica dedotta, senza lasciare al ricorrente alcuna utilità concreta derivante dalla pronuncia di merito.
- La revoca in autotutela dell'atto impugnato, quando elimina integralmente la lesione lamentata e rende inutile l'accertamento dei vizi originariamente dedotti, giustifica la definizione del giudizio per cessazione della materia del contendere.
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