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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40363/2024 del 04/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile, per carenza di interesse, la richiesta di riesame avverso il sequestro dell'autovettura targata FX662YE, di proprietà della ricorrente. Il ricorrente deduceva violazione e falsa applicazione dell'art. 606 lett. b), c) ed e) c.p.p., sostenendo in particolare che il sequestro operato dalla Polizia Stradale di Campobasso il 25/11/2020 non sarebbe mai stato convalidato o che l'eventuale provvedimento di convalida non era stato notificato alla ricorrente.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse, ritenendo che la sentenza di merito che disponeva la confisca del bene era divenuta irrevocabile e, perciò, era preclusa qualsiasi possibilità di ottenere la restituzione del bene sottoposto a sequestro. Sono state richiamate decisioni consolidate di legittimità che confermano questo principio. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e a versare, in favore della cassa delle ammende, la somma equitativamente determinata di euro tremila, sulla base della sentenza n. 186/2000 della Corte costituzionale.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    art. 606 lett. b), c) ed e) cod. proc. pen.

    La norma è stata invocata dal ricorrente per dedurre violazioni di legge e di motivazione; il Collegio non ha esaminato nel merito tali censure in quanto ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse dovuta alla definitiva confisca del bene.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento in caso di ricorso dichiarato inammissibile.

  • Sentenza Corte costituzionale

    sentenza della Corte costituzionale del 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata per la statuizione relativa all'obbligo di versamento a favore della cassa delle ammende anche quando non sussista colpa grave nella determinazione della causa di inammissibilità; il Collegio ha disposto un versamento equitativo di euro 3.000.

Massime di principio

  • Se la sentenza di condanna che disponga la confisca diventa irrevocabile, il ricorso volto al dissequestro del bene è in genere inammissibile per carenza di interesse, poiché la restituzione del bene è resa impossibile dalla confisca definitiva.
  • Eccezioni processuali sulla convalida o sulla notifica del provvedimento di sequestro devono essere tempestivamente sollevate; una volta intervenuta la confisca definitiva tali censure spesso perdono rilevanza pratica rispetto all'interesse ad agire.
  • Il giudice di legittimità segue consolidata giurisprudenza di merito quando valuta l'inammissibilità per carenza di interesse: è utile verificare lo stato di irrevocabilità delle pronunce che incidono sul bene prima di proporre impugnazioni.
  • Il ricorrente che propone un ricorso dichiarato inammissibile può essere condannato alle spese e a pagamenti in favore della cassa delle ammende; l'assenza di dolo non esclude, di regola, l'imposizione di un contributo equitativo.
  • Prima di proporre ricorsi straordinari o di legittimità mirati al dissequestro, è opportuno valutare se la confisca sia già stata pronunciata e divenuta definitiva; in caso affermativo, è probabile che il ricorso sia dichiarato inammissibile per mancanza di interesse.

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