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Sentenza

Sentenza del 18/04/2018 n. 734 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte

Motivazione della sentenza ed omesso esame di argomentazioni delle parti.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente sosteneva che il giudice avesse omesso di esaminare alcune argomentazioni delle parti e che tale omissione rendesse carente o invalida la motivazione della decisione. La questione riguardava, in particolare, l'obbligo del giudice di rispondere a tutte le deduzioni prospettate nel processo tributario.

La decisione

Il principio affermato è che il giudice non deve esaminare singolarmente ogni argomentazione delle parti, purché indichi in modo sufficiente le ragioni della propria decisione. Le argomentazioni incompatibili con tali ragioni si considerano implicitamente disattese. Nel processo tributario ciò è coerente con l'esigenza di una decisione efficace e ragionevolmente rapida. Eventuali carenze espositive della sentenza impugnata non determinano automaticamente nullità o riforma, poiché il giudice d'appello può correggere o integrare la motivazione, senza che tale intervento comporti necessariamente la riforma della decisione.

Norme richiamate

  • Costituzione italiana, principio del giusto processo e della ragionevole durata

    Il principio del giusto processo deve essere rispettato anche nel processo tributario, ma deve conciliarsi con l'esigenza di una rapida ed efficace definizione della controversia.

Massime di principio

  • Il giudice non è obbligato a rispondere analiticamente a ogni singola argomentazione delle parti: è sufficiente una motivazione che renda comprensibile il percorso logico seguito.
  • Le deduzioni incompatibili con la soluzione adottata possono considerarsi implicitamente respinte, purché la motivazione sia coerente, non apparente e logicamente comprensibile.
  • La mancata considerazione espressa di un'argomentazione non costituisce automaticamente omesso esame rilevante o causa di nullità della sentenza.
  • Nel processo d'appello, il giudice può correggere o integrare la motivazione della decisione impugnata senza doverla necessariamente riformare.
  • Per contestare validamente la motivazione occorre dimostrare una carenza decisiva, apparente o contraddittoria, non una semplice incompletezza espositiva.

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