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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47748/2023 del 29/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso deduceva sei motivi principali: 1) censura di legittimità costituzionale e violazione dell'art. 581 c.p.p. (commi 1-ter e 1-quater) per la presunta limitazione del diritto di impugnare in relazione all'elezione del domicilio; 2) vizio di motivazione, contraddittorietà e mancata assunzione di prove decisive con richiesta di rinnovazione dell'istruttoria (audizione di Maria Rita Pettinato, acquisizione schede 118, perizia balistica); 3) censura sulla valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (Macaluso e Mammi) e sulle intercettazioni, ritenute erroneamente valutate dal giudice di merito; 4) doglianza sulla ritenuta aggravante della premeditazione, contestandone la prova; 5) eccessività della pena e mancato riconoscimento delle attenuanti (giovane età, primo reato, plagio da parte del cognato); 6) richiesta di rimessione in termini per accedere al rito abbreviato e applicazione retroattiva della nuova disciplina che attribuisce benefici di pena, nonché motivo aggiunto relativo al mancato riconoscimento dell'attenuante speciale dell'art. 114 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ne ha respinto i motivi come manifestamente infondati, generici o non consentiti. In sintesi: il primo motivo (art. 581 c.p.p.) è stato ritenuto generico e non pertinente alla motivazione impugnata; la richiesta di rinnovazione dell'istruttoria è stata giudicata infondata poiché il giudice d'appello ha motivatamente ritenuto le nuove prove non dirimenti; le censure sulla valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori e sulle intercettazioni sono state respinte perché la Corte territoriale ha adeguatamente esaminato attendibilità, riscontri esterni e convergenze, e la Cassazione non può rivalutare i fatti se non per travisamento probatorio; l'aggravante della premeditazione è stata ritenuta correttamente valutata dal giudice di merito sulla base di numerosi elementi probatori (sopralluoghi, pianificazione, prove materiali e captazioni); la censura sulla quantificazione della pena e sul mancato riconoscimento delle attenuanti è stata dichiarata inammissibile perché il giudice di merito ha adeguatamente motivato la valutazione negativa della personalità del condannato; la richiesta di rimessione per il rito abbreviato è inammissibile poiché non era stata formulata in precedenza e, comunque, il beneficio richiede la mancata impugnazione della sentenza. Conseguentemente è stato confermato il provvedimento di merito: condanna per omicidio volontario con ergastolo, condanna alle spese, rifusione dei danni alle parti civili; altri reati risultarono estinti per prescrizione o sono stati derubricati/assolti nei gradi precedenti come da motivazione.

Norme richiamate

  • art. 581 cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto la censura generica e non attinente alla motivazione impugnata; non si è pronunciata sulla presunta incostituzionalità per carenza di specificità del motivo

  • art. 606 cod. proc. pen.

    comma 1, lett. b), d), e)

    Norma che delinea i limiti del ricorso per cassazione; la Corte ha applicato tali limiti per valutare la genericità, l'inammissibilità delle censure valutative e la mancata indicazione del travisamento probatorio

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Regola sulla rinnovazione dell'istruttoria in appello; la Corte ha richiamato la giurisprudenza che considera la rinnovazione atto eccezionale e ha ritenuto legittima la decisione di appello di non disporla

  • art. 110 cod. pen.

    Principio sulla partecipazione in concorso nei reati; applicato in tema di concorso tra Spataro e Macaluso

  • art. 575 cod. pen.

    Norma che definisce l'omicidio volontario; la condotta è stata qualificata ai sensi di tale disposizione

  • art. 577 n. 3) cod. pen.

    Aggravante della premeditazione: la Corte ha ritenuto correttamente provata la premeditazione sulla base della pianificazione e dei riscontri

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    La circostanza aggravante è stata esclusa in sede di merito ai fini di altri capi, con conseguente prescrizione di alcuni reati; citata nel quadro fattuale

  • art. 507 cod. proc. pen.

    Riferimento alla disciplina delle prove e dei collaboratori di giustizia; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito abbiano adeguatamente valutato credibilità e riscontri

  • art. 438 e 442 cod. proc. pen.

    Norme sul rito abbreviato e sui benefici di pena; la Corte ha escluso l'applicabilità retroattiva richiesta dal ricorrente perché non era stata chiesta l'ammissione al rito in precedenza e perché il beneficio presuppone la mancata impugnazione

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    art. 24, comma 1, lett. c

    Ha introdotto il comma 2-bis dell'art. 442 c.p.p.; la Corte ha osservato che la norma di favore non poteva essere applicata nelle condizioni del caso concreto

  • art. 2 cod. pen.

    Principio della retroattività della norma penale favorevole; richiamato dalla difesa ma la Corte ha ritenuto inapplicabile il rimedio per motivi processuali e procedurali

  • art. 62-bis, art. 69 commi 2 e 3, art. 132 e 133 cod. pen.

    Norme sulla recidiva, attenuanti e determinazione della pena; la Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia correttamente valutato i profili personali per la determinazione della pena

  • art. 114 cod. pen.

    Circostanza attenuante speciale; la richiesta di riconoscimento avanzata in cassazione è stata considerata inammissibile perché non era stata sollevata in appello

  • Costituzione

    artt. 3, 13, 24, 25, 27, 111 e 117

    Richiami costituzionali fatti dal ricorrente connessi alla questione di legittimità dell'art. 581 c.p.p.; la Cassazione non ha esaminato nel merito la questione per genericità della censura

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito riesaminare il merito dei fatti: i motivi che richiedono una diversa valutazione delle prove o una rivalutazione degli elementi di fatto sono inammissibili se non dimostrano un travisamento probatorio decisivo
  • Le richieste di rinnovazione dell'istruttoria in appello sono eccezionali; il giudice d'appello può non disporle se ritiene il materiale probatorio già sufficiente e la decisione va adeguatamente motivata per sottrarla a censure
  • La credibilità dei collaboratori di giustizia va valutata in tre piani (credibilità soggettiva, attendibilità intrinseca e riscontri oggettivi): la Corte di merito deve motivare su ciascun profilo e la Cassazione verifica la logicità della motivazione, non la plausibilità alternativa
  • Per provare la circostanza aggravante della premeditazione occorre dimostrare non solo apprestamenti o un agguato, ma una deliberazione duratura e una fredda determinazione; tuttavia la pianificazione dettagliata e i sopralluoghi possono costituire elementi idonei a fondarla se motivati
  • Le innovazioni normative favorevoli (es. benefici per il rito abbreviato) possono essere retroattive, ma l'applicabilità concreta dipende anche da condizioni processuali (ad esempio la mancata impugnazione della sentenza); in sede di cassazione non si può chiedere rimessione in termini per ottenere benefici non esperiti nei gradi precedenti
  • Le censure generiche e astratte (es. contestazioni di costituzionalità senza specificare il nesso con la decisione impugnata) sono inammissibili: i motivi devono essere concreti, specifici e ancorati alla motivazione della sentenza impugnata

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