Cassazione Penale, Sentenza n. 44515/2024 del 05/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha disposto la correzione dell'errore materiale nel dispositivo del ruolo di udienza e nella sentenza relativi al ricorso n. 22708/2023 definito con sentenza n. 28508/24: in luogo di "Tribunale di Lagonegro" deve leggersi "Tribunale di Potenza". L'ordinanza dispone la trasmissione al Cancelliere per l'annotazione della correzione sull'originale dell'atto.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Si trattava della correzione di un errore materiale nel dispositivo del ruolo di udienza e nella sentenza relativi al ricorso n. 22708/2023 definito con sentenza n. 28508/24: il provvedimento indicava erroneamente il "Tribunale di Lagonegro" come destinatario del rinvio per nuovo giudizio, mentre il rinvio doveva essere al "Tribunale di Potenza". Su istanza del Presidente del Tribunale di Lagonegro e su richiesta del Procuratore Generale (requisitoria scritta), si è chiesto alla Suprema Corte di correggere il palese errore materiale.
Massime di principio
- Gli errori materiali (es. indicazione errata del giudice a cui rinviare il processo) nei dispositivi delle sentenze possono essere corretti d'ufficio dalla Corte quando si tratta di palese errore formale e non di valutazione del merito.
- La correzione di un errore materiale non modifica il contenuto sostanziale della pronuncia: serve a rendere coerente il dispositivo con la decisione sostanziale già adottata.
- La richiesta di correzione può provenire dal Presidente del tribunale interessato, dal Procuratore generale o dalle parti; la Corte verifica la natura meramente materiale dell'errore prima di ordinare la rettifica.
- La rettifica deve essere annotata sull'originale dell'atto e comunicata alle cancellerie competenti per evitare conseguenze procedurali derivanti dall'indicazione errata del giudice a cui rinviare il giudizio.
- In situazioni analoghe occorre distinguere sempre fra errore materiale (correggibile con ordinanza) ed errori di merito o di motivazione (non correggibili con la semplice rettifica formale).
- Se il rinvio interessato coinvolge la competenza territoriale, la correzione formale serve a chiarire quale sia il giudice effettivamente chiamato a decidere senza riaprire la valutazione sulla competenza stessa, salvo eccezioni rilevabili autonomamente dalle parti.
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