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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25903/2024 del 03/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso articolato in due motivi: 1) violazione di legge per mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, in quanto i giudici di merito hanno escluso le generiche basandosi su un video pubblicato su "TikTok" (contenente foto dell'udienza e dichiarazioni dell'imputato), materiale che non risulta acquisito nel fascicolo e dunque utilizzato senza contraddittorio, con violazione del diritto di difesa; inoltre i giudici non avrebbero adeguatamente valorizzato la giovane età, l'ammissione degli addebiti e l'atteggiamento collaborativo; 2) violazione di legge in ordine alla confisca della somma di denaro sequestrata, per carenza del nesso di pertinenzialità tra la somma e il reato di mera detenzione ai fini di spaccio contestato (la somma potrebbe essere provento di pregresse cessioni non riferibili al reato per cui si procede).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i rilievi: ha annullato con rinvio la sentenza limitatamente alla valutazione della concedibilità delle attenuanti generiche (perché i giudici di merito si sono basati su elemento non acquisito e privato della conoscenza del giudice, violando il contraddittorio) e ha annullato senza rinvio la statuizione di confisca del denaro, ordinandone la restituzione, poiché per la fattispecie di detenzione illecito di stupefacenti è applicabile la disciplina di cui all'art.85-bis T.U. stupefacenti con rinvio all'art.240-bis c.p., e la somma non è stata dimostrata come profitto del reato contestato (mancanza del nesso causale con la specifica condotta oggetto del processo). La parte residua della sentenza è stata confermata e si dispone il rinvio per nuovo giudizio sul trattamento sanzionatorio limitatamente alle attenuanti.

Norme richiamate

  • D.P.R. 309/1990, art. 73

    Norma che disciplina i delitti in materia di stupefacenti; il fatto è stato originariamente contestato ai commi 1 e 4 e poi riqualificato al V comma in sede di appello.

  • Codice Penale, art. 240

    Prevede la confisca delle cose che costituiscono il profitto del reato (lucro). La Cassazione ha richiamato che tale norma non può essere utilizzata per giustificare la confisca quando manca il nesso diretto tra la somma sequestrata e il reato per cui si procede (mero possesso/detenzione).

  • Codice Penale, art. 240-bis

    Norma speciale richiamata per le misure ablative nei reati connessi agli stupefacenti (applicabile tramite art.85-bis del T.U.): la confisca deve seguire la disciplina speciale che richiede specifici presupposti, non la generica nozione di profitto dell'art.240 c.p.

  • T.U. stupefacenti, art. 85-bis

    Rinvio alla disciplina dell'art.240-bis c.p. per i profili ablatori nei reati di droga; la Corte ha affermato che per la detenzione illecita la confisca va valutata secondo questo rinvio e non sulla base dell'art.240 c.p.

  • Codice di procedura penale, art. 526, comma 1

    Principio per cui documenti o conoscenze private del giudice, non acquisite nel contraddittorio, sono inutilizzabili in decisione; la Cassazione ha richiamato tale principio per dichiarare inutilizzabile il video non depositato.

  • Costituzione, art. 111

    Tutela del diritto al giusto processo e al contraddittorio. La violazione di tale diritto ha determinato l'annullamento con rinvio per la corretta valutazione delle attenuanti.

  • Codice Penale, art. 62, n.4

    Riferimento normativo alle attenuanti (anche se la motivazione specifica della loro eventuale applicazione è demandata al giudice del rinvio); la Cassazione ha stabilito che la valutazione delle attenuanti non può fondarsi su materiale estraneo al processo.

  • Giurisprudenza citata (Sez. Un. Mannino, sent. n. 33748/2005)

    Principio consolidato secondo cui la conoscenza privata del giudice su documenti non acquisiti nel fascicolo di dibattimento rende inutilizzabili tali elementi ai fini della decisione; principio richiamato per valutare l'inutilizzabilità del video.

Massime di principio

  • Materiale probatorio (anche tratto da social media) rilevante ai fini della decisione deve essere formalmente acquisito al fascicolo e prodotto nel contraddittorio: la conoscenza privata del giudice di documenti non depositati è inutilizzabile.
  • Il diniego delle attenuanti generiche non può fondarsi su elementi non sottoposti a confronto tra le parti; il giudice deve motivare la valutazione della personalità del reo esclusivamente su prove acquisite e conosciute dalle parti.
  • In materia di stupefacenti la confisca del denaro deve rispettare la disciplina speciale richiamata dall'art.85-bis T.U. stupefacenti e, per i profili di profitto, le regole dell'art.240-bis c.p.; non è sufficiente la mera presenza di denaro insieme alla droga per automaticamente configurare il profitto del reato per cui si procede.
  • Se la somma sequestrata può essere collegata solo a pregresse condotte illecite diverse da quella oggetto del processo, manca il nesso causale necessario per la confisca relativa al reato giudicato.
  • Le violazioni di diritti fondamentali al contraddittorio e al giusto processo determinano annullamento senza gli ostacoli processuali ordinari: il giudice di legittimità interviene anche quando l'errore attiene all'acquisizione e all'utilizzo di prove estranee al fascicolo.
  • In caso di accertata inutilizzabilità di un elemento decisivo, la Corte può annullare con rinvio per consentire un nuovo giudizio fondato su materiale probatorio regolarmente acquisito.

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