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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10854/2024 del 14/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per vizio di motivazione e travisamento della prova rispetto alla conferma della condanna per bancarotta fraudolenta societaria per distrazione. La ricorrente contestava in particolare l'attendibilità della dichiarazione della sig.ra Tosi (contitolare della cessionaria Vetricurvi S.r.l.), sostenendo che la Corte d'appello non avrebbe valutato elementi indiziari di inattendibilità (interesse della Tosi vista la vicenda fallimentare e la sua posizione di indagata, il ritrovamento posteriore della scrittura di vendita, la mancata denuncia di furto da parte della cessionaria) e che l'atto sarebbe stato un comodato e non una vendita, con conseguente esclusione dell'elemento distrattivo contestato.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha rilevato che la censura di travisamento non è ammissibile in presenza di una "doppia conforme" salvo che si dimostri, con precisa indicazione e allegazione degli atti, che un dato probatorio sia stato introdotto per la prima volta nella motivazione di secondo grado; nel caso di specie la dichiarazione della Tosi era stata valutata in entrambi i gradi e non è stata allegata né specificamente indicata la trascrizione delle sue dichiarazioni, impedendo alla Corte di verificare il presunto travisamento. Inoltre la Corte ha ritenuto irrilevante ai fini della bancarotta per distrazione la qualificazione negoziale (vendita vs comodato) quando il bene essenziale era uscito dal patrimonio della società fallita senza corrispettivo e non è stato più rivendicato. Sono state confermate le motivazioni di merito e il principio che le censure sulla valutazione della credibilità costituiscono questioni di merito non sindacabili in cassazione, salvo manifesta illogicità. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiama i limiti nella enunciazione dei motivi nel ricorso per cassazione; il ricorso è redatto nei limiti strettamente necessari per la motivazione.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Consente la censura per travisamento o omessa valutazione di una prova solo se il ricorrente dimostra con specifica deduzione che il dato probatorio è stato introdotto per la prima volta nella motivazione del secondo grado; in presenza di "doppia conforme" tale censura è quindi generalmente inammissibile.

  • art. 165-bis disp. att. cod. proc. pen.

    Imposta l'obbligo, per consentire la verifica da parte della Corte di cassazione, di indicare o allegare atti decisivi (es. verbali) quando se ne deduce il travisamento; la mancata indicazione/allegazione può determinare inammissibilità.

  • artt. 581, comma 1, lett. c) e 591 cod. proc. pen.

    Combinato disposto richiamato per rilevare che il ricorso deve consentire alla Corte di leggere integralmente gli atti richiamati; l'assenza di tale possibilità è causa di inammissibilità.

  • art. 216 legge fallimentare

    Norma sulla bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione: la Corte interpreta il reato come reato di pericolo, interessato alla tutela dell'integrità delle garanzie per i creditori; rileva che lo spossessamento del bene può avvenire con qualsiasi forma negoziale.

  • art. 219 legge fallimentare

    Riferimento all'aggravante prevista dal primo comma in tema di danno al ceto creditorio; la Corte distingue che il danno effettivo non è elemento costitutivo del reato ma rileva ai fini dell'aggravante.

  • art. 616 c.p.p.

    Nella parte richiamata, consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e del contributo alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In Cassazione le censure sul travisamento della prova sono ammissibili, in caso di "doppia conforme", solo se si dimostra che il dato probatorio è stato valutato per la prima volta in appello; altrimenti la censura è inammissibile.
  • Le doglianze sulla valutazione della credibilità dei testi sono tipicamente questioni di merito: la Corte di cassazione non riesamina la persuasività della motivazione del giudice di merito se non in presenza di manifesta illogicità o contrasto insanabile.
  • Se si contesta il travisamento occorre allegare o indicare con precisione gli atti (es. verbali di sommarie informazioni, deposizioni) ai sensi dell'art. 165-bis disp. att., in modo che la Corte di cassazione possa eseguire la verifica; la mancanza di tali allegazioni rende il ricorso inammissibile.
  • La qualificazione negoziale (vendita, comodato, affitto) è spesso irrilevante ai fini della bancarotta per distrazione quando il bene è stato sottratto al patrimonio sociale senza corrispettivo e non è stato rivendicato: rileva lo spossessamento e l'idoneità della condotta a arrecare pericolo ai creditori.
  • La bancarotta fraudolenta per distrazione è un reato di pericolo con dolo generico: è sufficiente la consapevolezza che l'operazione può arrecare pregiudizio ai creditori, non è necessario il fine specifico di danneggiarli.
  • Per mettere in crisi una decisione di merito in sede di legittimità è necessario contestare puntualmente le argomentazioni del provvedimento impugnato, non limitandosi ad affermazioni generiche o assertive.

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