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Ordinanza

Ordinanza n. 7483/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del provvedimento di rigetto dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana -OMISSIS- richiesta ai sensi dell'art. 9 c. 1 lett. f) L. 91/92, emesso dal Ministero dell'Interno in data 09.09.2022 e notificato dal messo comunale del comune di Ganci il 03.10.2022

Giustizia amministrativa202215367

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lettera f), l. 91/1992

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale che ha respinto la domanda di concessione della cittadinanza italiana. Il diniego è motivato mediante il richiamo a un rapporto informativo della Questura di Palermo, dal quale risultava il precedente rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno adottato dal Questore di Palermo. Il TAR aveva già ordinato al Ministero dell'Interno di depositare copia di tale decreto di rigetto, ritenuto necessario per valutare la legittimità del diniego di cittadinanza, ma l'Amministrazione non ha ottemperato all'ordine istruttorio.

La decisione

Il TAR non ha definito la domanda di annullamento. Ha reiterato l'ordine al Ministero dell'Interno di depositare, entro 45 giorni dalla pubblicazione dell'ordinanza, copia del decreto del Questore di Palermo di rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno. Il Collegio ha avvertito che ogni ulteriore ritardo o omissione potrà essere valutato come argomento di prova. Ha inoltre disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per l'eventuale calendarizzazione del ricorso nelle udienze di smaltimento dell'arretrato e ha ordinato l'oscuramento delle generalità della parte.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lettera f), l. 91/1992

    istanza di concessione della cittadinanza italiana

    La domanda di cittadinanza è stata presentata ai sensi di questa disposizione; il provvedimento non ne interpreta il contenuto.

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Richiamati quali disposizioni processuali nell'ambito dell'istruttoria giudiziale; il provvedimento non esplicita una specifica interpretazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003 a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata e per l'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando la legittimità di un diniego amministrativo dipende dal contenuto di un precedente provvedimento richiamato dall'amministrazione, il giudice può ordinare l'acquisizione d'ufficio di tale atto se lo ritiene necessario per decidere la domanda di annullamento.
  • L'inosservanza dell'ordine istruttorio del giudice amministrativo può condurre alla reiterazione dell'ordine di deposito e il successivo ritardo o la successiva omissione possono essere valutati come argomento di prova.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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