Cassazione Penale, Sentenza n. 38480/2023 del 21/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il P.M. ha impugnato per violazione di legge l'ordinanza del GIP che aveva rifiutato la convalida dell'arresto operato nei confronti di Boumasdour. Ha dedotto che il GIP aveva erroneamente applicato la sentenza delle Sezioni Unite n. 39131/2015 (Ventrice), relativa all'arresto sulla base di informazioni della vittima/terzi, non considerando invece l'ipotesi distinta prevista dall'art. 382 c.p.p. che riguarda la persona sorpresa con "cose o tracce" dalle quali appaia che abbia commesso il reato immediatamente prima. Il P.M. ha sostenuto che nel caso concreto la persona era stata identificata tramite fotografie scattate dalla vittima, e a seguito di perquisizione domiciliare erano stati rinvenuti gli indumenti corrispondenti e due banconote da 50 euro, elementi che costituiscono "tracce" del reato. Inoltre il P.M. deduceva violazione dell'art.125 c.p.p. per omessa motivazione circa la richiesta di misura cautelare in carcere avanzata in udienza camerale.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso del P.M. ritenendolo fondato. Ha chiarito che la pronuncia delle Sezioni Unite Ventrice riguarda soltanto una delle due ipotesi di "quasi flagranza" disciplinate dall'art.382 c.p.p. e non la fattispecie in cui l'indiziato sia sorpreso con cose o tracce riconducibili al reato. La giurisprudenza consente che la sorpresa con cose o tracce dimostri la "quasi flagranza" anche in assenza della percezione diretta degli uomini di polizia della commissione del fatto, purché sussista una stretta contiguità temporale e gli elementi consentano di ritenere, con elevata probabilità, la responsabilità del soggetto. Nel caso concreto la vittima aveva fotografato gli autori subito dopo lo scippo; due ore dopo, presso l'abitazione dell'indagato, erano stati trovati gli indumenti corrispondenti a quelli ripresi e due banconote occultate, nonché il riconoscimento della persona offesa e l'elemento che l'indagato si era cambiato d'abito prima di andare a firmare. Questi elementi, nella loro rapidità e concatenazione, integrano la "quasi-flagranza" e giustificano la legittimità dell'arresto. Conseguentemente la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata.
Norme richiamate
art. 382 cod. proc. pen.
Prevede due ipotesi di "quasi flagranza": (i) informazioni della vittima/terzi nell'immediatezza e (ii) sorpresa del reo con cose o tracce dalle quali appaia che abbia commesso il reato immediatamente prima. La Corte ha distinto le due ipotesi ritenendo che la pronuncia delle Sezioni Unite Ventrice riguardasse solo la prima, mentre la seconda può integrare "quasi flagranza" anche senza percezione diretta della P.G., purché sussista stretta contiguità temporale e alta probabilità di responsabilità.
art. 125 cod. proc. pen.
Norma che impone al giudice di motivare le decisioni riguardanti le misure cautelari; nel ricorso il P.M. lamentava omissione di motivazione circa la richiesta di custodia cautelare in carcere, ma la decisione della Corte si è concentrata sul profilo della convalida dell'arresto.
Sezioni Unite, sentenza n. 39131 del 24/11/2015 (P.M. in proc. Ventrice)
sentenza n. 39131 del 24/11/2015
La sentenza ha ritenuto illegittimo l'arresto basato unicamente su informazioni rese dalla vittima o da terzi nell'immediatezza del fatto, evidenziando che in quella ipotesi manca la "quasi flagranza" quando non vi sia percezione autonoma da parte di chi procede. La Corte d'appello ha però precisato che quella pronuncia non si estende automaticamente all'ipotesi delle cose o tracce trovate in vicinanza temporale dell'evento.
Giurisprudenza di legittimità (es. Sez. 2, n. 37303 del 14/06/2019)
Sez. 2, n. 37303 del 14/06/2019
Ha affermato che il vestiario descritto dalla vittima e riscontrato sulla persona o rinvenuto in breve tempo può costituire "cose o tracce" che legittimano la quasi-flagranza, purché sussista contiguità temporale e rilevanti elementi di riscontro.
Massime di principio
- La "quasi flagranza" ex art. 382 c.p.p. comprende due distinti casi: (a) arresto sulla base di informazioni immediate della vittima/terzi (soggetto a limiti secondo la giurisprudenza Ventrice) e (b) sorpresa del soggetto con cose o tracce del reato; le due ipotesi vanno valutate separatamente.
- Perché la sorpresa con cose o tracce integri la quasi-flagranza non è necessario che gli agenti assistano alla commissione del reato: è invece cruciale la stretta contiguità temporale tra fatto e rinvenimento e l'esistenza di elementi che rendano altamente probabile la responsabilità del sospetto.
- Indumenti, oggetti sottratti o banconote trovate nell'immediatezza o a breve distanza temporale dal fatto possono costituire "tracce" idonee a fondare l'arresto in quasi-flagranza, soprattutto se corroborati da foto, riconoscimento della vittima o comportamenti del sospettato (es. cambio d'abito).
- La valutazione della sussistenza della quasi-flagranza richiede una ricostruzione motivata degli elementi temporali e probatori: documentazione fotografica, tempi del rinvenimento, luogo del ritrovamento e modalità (perquisizione personale/domiciliare), e ogni elemento che aumenti la probabilità della riferibilità del fatto all'indagato.
- Quando il pubblico ministero contesta la mancata convalida, il ricorso può avere esito favorevole se emergono elementi concreti che dimostrano la presenza di cose/tracce riconducibili al reato in un ristretto arco temporale; al contempo, il giudice deve rispettare l'obbligo di motivazione sulle misure cautelari (art.125 c.p.p.).
- Prassi consigliata per la polizia giudiziaria: acquisire e conservare tempestivamente le prove materiali (fotografie, sequestro degli indumenti, catalogazione e catena di custodia), annotare tempi e modalità di rinvenimento e cercare riscontri oggettivi (riconoscimento della vittima, denaro provento del reato) per sostenere la fondatezza dell'arresto.
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