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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21804/2026 del 12/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha osservato che le censure erano generiche, di merito, e non si confrontavano con la motivazione della sentenza impugnata, la quale era ritenuta congrua e non manifestamente illogica quanto alla sussistenza del reato. Conseguentemente sono state applicate le statuizioni previste dall'art. 616 c.p.p.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro che aveva confermato la condanna per il reato di resistenza. Dal testo emerge che il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché fondato su motivi declinati in fatto e del tutto generici, formulati in modo apodittico e senza alcun confronto con la motivazione della sentenza impugnata. La Corte di cassazione ha ritenuto che la motivazione sul punto della sussistenza del reato fosse puntuale e non manifestamente illogica, anche per il richiamo alla decisione del Tribunale. Non sono indicati ulteriori motivi specifici di ricorso.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    Richiamato per le conseguenze processuali dell'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a riproporre censure di fatto o doglianze generiche, senza un effettivo confronto con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Non è censurabile in cassazione una motivazione di merito che sia puntuale e non manifestamente illogica, specie quando il giudice di appello richiami e condivida la motivazione del primo giudice.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze processuali previste dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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