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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33282/2023 del 28/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Ascoli Piceno che aveva dichiarato non doversi procedere nei confronti di Acciaroli per i reati ascritti in quanto estinti per intervenuta remissione di querela. Il PG ha dedotto violazione di legge sostenendo che il reato di lesioni personali era aggravato dall'uso di arma impropria (pietra), circostanza che renderebbe il delitto procedibile d'ufficio e dunque non estinguibile con la remissione di querela.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che, dalla motivazione del giudice di merito e dalle conclusioni concordate dalle parti, il giudice avesse inteso escludere l'aggravante dell'arma impropria, rendendo così la procedibilità del reato di lesioni volontarie di tipo a querela di parte e suscettibile di estinzione per remissione. Inoltre la Corte ha osservato che, al momento della proposizione del ricorso del Procuratore Generale, non era ancora decorso il termine per l'impugnazione da parte del Procuratore della Repubblica e quindi la legittimazione del Procuratore Generale ex art. 593-bis c.p.p. risultava, a rigore, non integrata. Per questi motivi il ricorso è respinto e la decisione di non procedere per remissione di querela resta operante.

Norme richiamate

  • art. 612 c.p. comma 2

    presente negli atti come reato contestato

    Norma riferita al reato di minaccia; citata nello stato processuale ma non decisiva ai fini dell'impugnazione relativa alle lesioni aggravate

  • artt. 152 e ss. c.p.

    La Corte ha ritenuto applicabile la remissione di querela una volta esclusa l'aggravante che avrebbe reso il reato procedibile d'ufficio; quindi, se l'aggravante è esclusa, la remissione estingue il reato perseguibile a querela di parte

  • art. 593-bis c.p.p.

    disciplinante la legittimazione del Procuratore Generale a proporre ricorso per cassazione

    La Corte ha richiamato la norma per rilevare che la legittimazione del Procuratore Generale è sussidiaria e subordinata, e che al momento del deposito del ricorso non era ancora decorso il termine per l'impugnazione da parte del Procuratore della Repubblica, fattore che rendeva discutibile il presupposto di legittimazione del PG

  • art. 23 comma 8 d.l. n. 137/2020 conv. con L. 176/2020

    richiamata per il trattamento del ricorso senza l'intervento delle parti

    La procedura è stata trattata senza udienza pubblica ai sensi della disposizione emergenziale citata, facendo concludere le parti per iscritto

  • Sez. U., n. 21716 del 23/02/2023 (massima citata)

    richiamata nella motivazione

    La Corte ha fatto riferimento all'orientamento delle Sezioni Unite secondo cui il Procuratore Generale non deve allegare l'acquiescenza del Procuratore della Repubblica ma si assume la responsabilità della sua sussistenza con la proposizione del ricorso; tuttavia nel caso concreto si è ritenuto che il termine per l'impugnazione del PM non fosse ancora decorso e quindi la legittimazione risultava discutibile

Massime di principio

  • Se da elementi del processo il giudice di merito esclude, anche implicitamente, una circostanza aggravante che renderebbe la fattispecie procedibile d'ufficio, la remissione di querela può estinguere il reato perseguibile a querela di parte.
  • Il Procuratore Generale può proporre ricorso per cassazione in via sussidiaria ai sensi dell'art. 593-bis c.p.p., ma la sua legittimazione può risultare problematica se al momento del ricorso non è ancora decorso il termine per l'impugnazione da parte del Procuratore della Repubblica; è opportuno verificare il rispetto dei termini e l'esistenza dell'acquiescenza richiesta.
  • L'assenza di una esplicita dichiarazione su un'aggravante non impedisce al giudice di interpretare la sentenza nel suo complesso e di ritenere l'aggravante esclusa se la motivazione e le conclusioni delle parti lo supportano.
  • Nel dubbio interpretativo su procedibilità (d'ufficio vs a querela), la valutazione del giudice di merito sulle circostanze aggravanti è centrale e può determinare l'ammissibilità dell'impugnazione da parte del Pubblico Ministero.
  • Quando si pianifica un ricorso su questioni di qualificazione della procedibilità, è prudente accertare e documentare preventivamente la sussistenza della legittimazione a proporre il gravame e portare prova dell'assenza di termini ancora pendenti per altri organi dell'accusa.

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