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Sentenza

Sentenza n. 1005/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 1505/2024 del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, pubblicata in data 06.11.2024.

Giustizia amministrativa202600185

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, n. 1505/2024, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (parte vittoriosa)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno proposto il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza n. 1505/2024 del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro. La pronuncia era passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria, ed era stata notificata al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Nonostante ciò, il Ministero è rimasto inadempiente. L'Amministrazione intimata non si è costituita in giudizio.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso e lo ha accolto, accertando la perdurante inadempienza dell'Amministrazione rispetto alle statuizioni della sentenza civile passata in giudicato. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare integrale esecuzione alla sentenza entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa della presente pronuncia, detraendo quanto eventualmente già corrisposto e includendo le spese liquidate dal giudice ordinario, se non già pagate, nonché quelle del giudizio di ottemperanza. In caso di ulteriore inadempimento, il commissario ad acta, già nominato nel Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna o in un funzionario da questi delegato, dovrà provvedere in via sostitutiva entro i successivi sessanta giorni, con facoltà di subdelega. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 600 euro, oltre spese generali e oneri accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato, predisponendo anche misure sostitutive in caso di ulteriore inadempimento.

  • art. 37 c.p.a.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è esperibile quando una sentenza passata in giudicato non sia stata spontaneamente eseguita dall'Amministrazione, dopo la notificazione utile alla decorrenza del termine dilatorio previsto per l'esecuzione.
  • Accertata la perdurante inerzia dell'Amministrazione nell'esecuzione del giudicato, il giudice dell'ottemperanza deve ordinare l'adempimento delle statuizioni giudiziali entro un termine assegnato, detraendo gli importi eventualmente già corrisposti.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza della parte vittoriosa qualora l'Amministrazione non adempia entro il termine assegnato.
  • Le spese del giudizio di ottemperanza possono essere poste a carico dell'Amministrazione inadempiente secondo il principio della soccombenza, tenendo conto del valore e della limitata attività difensiva svolta.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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