Cassazione Penale, Sentenza n. 24075/2022 del 22/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello che lo ha ritenuto colpevole di tentato furto in concorso con una donna sconosciuta; deduce vizio di motivazione per mancato riconoscimento del ragionevole dubbio e per insufficiente prova del dolo e del concorso, sostenendo che non risultano provate le reali intenzioni e il ruolo concordato con la donna.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancato e necessario confronto con il ragionamento probatorio della sentenza impugnata. Ha ritenuto corretta e coerente la valutazione indiziaria della Corte d'appello (applicazione dell'art. 192 c.p.p.), che aveva identificato l'imputato come l'uomo presente in casa, considerato l'insieme degli elementi (ingresso occulto, assenza di plausibile giustificazione, conversazione finalizzata a distrarre la vittima, fuga repentina) come univocamente diretti al furto e idonei a provare il concorso e il dolo. Di conseguenza è stato confermato l'esito di merito (condanna per tentato furto in concorso) e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Codice di procedura penale - art. 192
La Corte ha applicato il principio della valutazione unitaria e non atomistica della prova, ritenendo che il complesso delle circostanze indizianti fosse idoneo a fondare il convincimento sulla responsabilità dell'imputato.
Codice di procedura penale - art. 512
Le dichiarazioni acquisite ai sensi dell'art. 512 (dichiarazioni della persona offesa e di altri soggetti) sono state ritenute univoche e significative per l'identificazione dell'imputato come la persona presente in casa e per ricostruire la dinamica dei fatti.
Codice penale - art. 110
La Corte ha richiamato il principio secondo cui il concorso di persone nel reato può assumere la forma di contributo agevolatore: è sufficiente che la condotta del partecipante abbia rafforzato il proposito criminoso o agevolato l'azione dell'altro, rendendo così imputabili tra loro le condotte.
Massime di principio
- La valutazione dei fatti deve essere unitaria: singoli elementi apparentemente isolati vanno confrontati nel loro complesso secondo le regole degli indizi (art. 192 c.p.p.).
- Il ricorso in Cassazione è inammissibile se non affronta specificamente e confrontandosi con il ragionamento probatorio svolto dalla sentenza impugnata.
- L'introduzione occulta in un'abitazione, in assenza di plausibile giustificazione, può costituire un atto idoneo e univocamente diretto al furto se accompagnata da condotte compatibili con l'agevolazione del reato (es. distrarre la vittima, complicità nella perquisizione dei cassetti).
- Il concorso di persone può essere riconosciuto anche quando la partecipazione abbia carattere agevolatore e non necessariamente causale: è sufficiente un contributo esteriore che aumenti l'efficacia o la probabilità della riuscita del reato.
- Per difendersi efficacemente in un ricorso per cassazione occorre contestare in modo puntuale e motivato la logica probatoria adottata dal giudice di merito, non limitandosi ad affermazioni generiche sulla mancanza di prove.
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