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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1022/2025 del 10/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato l'istanza di riconoscimento del vincolo della continuazione ex art. 671 c.p.p. relativa a tre condanne per violazioni degli artt. 614 e 624-bis c.p., aggravato ex art. 625 n.2, commessi in data 27/11/2010, 22/03/2012 e 19/11/2020. Il ricorrente deduce che il giudice dell'esecuzione ha dato peso eccessivo al dato cronologico, omettendo di considerare elementi dimostrativi della identità del disegno criminoso (identità del modus operandi, omogeneità dei beni giuridici lesi, stessa area territoriale, medesimi oggetti materiali e modalità di ingresso in abitazioni) e chiede altresì il riconoscimento parziale della continuazione, almeno tra i reati del 2010 e del 2012.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha richiamato il principio secondo cui la continuazione richiede che l'agente si sia previamente rappresentato e abbia unitariamente deliberato una serie di condotte (identità del disegno criminoso) e non vada confusa con una mera propensione abituale alla devianza. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione abbia correttamente applicato i principi rilevando l'assenza di elementi specifici e concreti che dimostrassero, oltre all'omogeneità delle violazioni, la programmazione unitaria degli eventi. Il ricorso è stato considerato meramente elencativo degli indici senza indicazione dei concreti elementi omessi dal giudice; analoga carenza è stata rilevata in ordine alla richiesta di riconoscimento parziale. Rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per l'istanza di riconoscimento del vincolo della continuazione in sede di esecuzione; il riconoscimento richiede verifica di specifici indicatori fattuali

  • art. 614 cod. pen.

    Reato relativo alle violazioni contestate (ingresso in abitazione); richiamato come oggetto delle condotte valutate ai fini della continuazione

  • art. 624-bis cod. pen.

    Reato contestato (furto o condotte correlate indicate nelle sentenze impugnate); considerato tra le fattispecie omogenee valutate dal giudice

  • art. 625 n. 2 cod. pen.

    Aggravante applicata alle condotte contestate; rilevante ai fini della qualificazione delle singole fattispecie ma non decisiva per il vincolo di continuazione

  • art. 81, secondo comma, cod. pen.

    Principio sostanziale sulla continuazione richiamato: richiede identità del disegno criminoso, ossia una deliberazione unitaria preliminare e non mera propensione abituale

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U. n. 28659/2017, Sez.1 n. 15955/2016, Sez.2 n.10033/2022)

    Interpretazioni giurisprudenziali richiamate che sottolineano la necessità di indicatori concreti (contiguità spaziotemporale, omogeneità, modalità, sistematicità) e la distinzione tra disegno criminoso e tendenza a delinquere

Massime di principio

  • La continuazione richiede che i reati siano stati programmati unitariamente prima della commissione del primo fatto; non è sufficiente la mera somiglianza o l'abitualità
  • L'omogeneità del modus operandi e la similitudine dei beni giuridici lesi sono indicatori utili ma da valutare insieme ad altri elementi concreti (contiguità spaziotemporale, causa, modalità, sistematicità)
  • Il giudice dell'esecuzione deve motivare specificamente quali indici ha valutato e perché ha escluso il vincolo della continuazione; una semplice elencazione di indici nel ricorso non sostituisce tale motivazione
  • È possibile il riconoscimento parziale della continuazione tra gruppi di reati, ma occorre indicare elementi concreti che permettano di ritenere esistita una deliberazione unitaria almeno per quel sottoinsieme di fatti
  • Il dato cronologico, pur rilevante, non è decisivo se non supportato da altri elementi che dimostrino la programmazione unitaria dei reati

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