Sentenza del 22/09/2017 n. 3737 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Processo - Atti impugnabili - Interpello disapplicativo - Processo tributario - Atti impugnabili - Elenco tassativo - Interpello disapplicativo società di comodo - Obbligatorietà dell'interpello - Interesse a impugnare - Impugnabilità facoltativa.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa sentenza ha riconosciuto che l'interpello disapplicativo in materia di società di comodo è obbligatorio e che la relativa risposta incide sulla condotta dichiarativa del contribuente. Sebbene il diniego non sia un atto obbligatoriamente impugnabile, esso genera un interesse concreto del contribuente a ottenere una pronuncia giudiziale definitiva e non più modificabile. Pertanto, il diniego è stato qualificato come facoltativamente impugnabile.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego dell'Amministrazione finanziaria alla richiesta di disapplicazione della disciplina sulle società di comodo. La questione riguardava se tale risposta negativa fosse impugnabile davanti al giudice tributario, considerato che l'elenco degli atti impugnabili è tassativo e che il diniego di interpello non rientra tra gli atti obbligatoriamente impugnabili.
Norme richiamate
Disciplina tributaria delle società di comodo e dell'interpello disapplicativo
L'interpello disapplicativo è considerato obbligatorio quando il contribuente intende ottenere la disapplicazione della disciplina sulle società di comodo; la risposta negativa dell'Amministrazione incide sulla successiva dichiarazione dei redditi.
Norme sul processo tributario relative agli atti impugnabili
L'elenco degli atti necessariamente impugnabili è tassativo, ma ciò non esclude che altri atti, come il diniego di interpello, possano essere impugnati facoltativamente quando sussista un interesse concreto e attuale del contribuente.
Massime di principio
- Un atto dell'Amministrazione finanziaria non incluso nell'elenco degli atti obbligatoriamente impugnabili può comunque essere impugnabile se incide concretamente sulla posizione fiscale del contribuente e sussiste un interesse attuale a ottenere una decisione giudiziale.
- La risposta negativa a un interpello obbligatorio può essere impugnata facoltativamente quando produce effetti sulla dichiarazione dei redditi o su altri adempimenti fiscali.
- L'impugnazione preventiva del diniego può consentire al contribuente di ottenere una pronuncia definitiva prima dell'eventuale successivo accertamento, evitando che la questione resti priva di tutela immediata.
- La mera esistenza di un atto amministrativo non è sufficiente: occorre verificare se l'atto produca un effetto concreto e attuale sulla posizione giuridica o fiscale del contribuente.
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