Sentenza del 22/09/2017 n. 805 - Comm. Trib. Reg. per l'Abruzzo
Tributi locali - Imposta pubblicità e pubbliche affissioni - Accertamento - Verbale del concessionario - è prova valida
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl verbale di sopralluogo del concessionario è stato ritenuto una prova valida dell'accertamento, in assenza di elementi di segno contrario dai quali desumere espressamente la sua falsità. Pertanto, la contestazione del contribuente non è stata accolta e l'accertamento fondato sul verbale è rimasto valido.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava la possibilità di utilizzare come prova, ai fini dell'accertamento dell'imposta comunale sulla pubblicità, il verbale di sopralluogo redatto dal concessionario alla riscossione. Il ricorrente ne contestava presumibilmente l'attendibilità o l'efficacia probatoria, ma non risultavano prodotti elementi concreti e specifici idonei a dimostrarne la falsità o l'inesattezza.
Norme richiamate
Disciplina dell'imposta comunale sulla pubblicità e del servizio delle pubbliche affissioni
Nella materia dell'imposta sulla pubblicità, il verbale di sopralluogo redatto dal concessionario incaricato dell'accertamento e della riscossione può essere utilizzato come elemento probatorio valido, salvo che il contribuente fornisca elementi specifici e concreti idonei a dimostrarne la falsità o l'inesattezza.
Massime di principio
- Un verbale redatto dal concessionario nell'esercizio delle sue funzioni non è automaticamente privo di valore probatorio: può fondare l'accertamento tributario se coerente e sufficientemente circostanziato.
- La semplice contestazione dell'attendibilità del verbale non è normalmente sufficiente a superarne il contenuto; occorre fornire prove concrete, documenti, fotografie o altri elementi incompatibili con quanto accertato.
- In situazioni analoghe, il contribuente dovrebbe contestare puntualmente i singoli fatti riportati nel verbale e dimostrare eventuali errori materiali, inesattezze, carenze descrittive o difformità rispetto alla realtà.
- L'assenza di una prova contraria specifica consente all'amministrazione di mantenere l'accertamento fondato sul sopralluogo del concessionario.
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