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Ordinanza

Ordinanza n. 192/2026 - Firenze, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento del Questore della Provincia di Grosseto, Cat. A.12/2026-Imm., emesso il 13/02/2026 e notificato in data 18/02/2026, con il quale è stata respinta l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

Giustizia amministrativa202600627

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato adottato dal Questore della Provincia di Grosseto

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, chiedendone anche la sospensione cautelare. L'Amministrazione ha fondato il diniego su una condanna penale riportata dal ricorrente per i reati di cui agli artt. 416 c.p., 110 c.p., 81 c.p.v. e 603-bis c.p., ritenuti ostativi alla permanenza sul territorio nazionale ai sensi degli artt. 4, comma 3, e 5, comma 5, del d.lgs. 286/1998. La censura centrale riguardava la pretesa insussistenza del carattere ostativo della condanna.

La decisione

Il TAR ha rigettato l'istanza cautelare. Ha ritenuto che la censura relativa all'insussistenza del carattere ostativo della condanna non fosse assistita da sufficiente fumus boni iuris, rilevando che la sentenza penale richiamata nel diniego concerne ipotesi di reato contemplate dall'art. 4 del d.lgs. 286/1998 e dall'art. 380 c.p.p., aventi carattere ostativo. Quanto al periculum in mora, nella comparazione degli interessi ha attribuito prevalenza all'interesse dell'Amministrazione alla regolare gestione dei flussi migratori. Ha precisato che ogni ulteriore valutazione resta impregiudicata nel merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998

    Le condanne per i reati contemplati dalla disposizione possono assumere carattere ostativo al rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    È richiamato quale fondamento normativo del diniego del rinnovo del permesso di soggiorno in presenza di condanne ostative.

  • art. 380 c.p.p.

    Il TAR richiama la riconducibilità dei reati indicati alle ipotesi contemplate dalla disposizione, rilevanti ai fini del carattere ostativo della condanna.

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare è stata negata per la mancata sussistenza dei presupposti cautelari, in particolare per l'insufficienza del fumus boni iuris e per la prevalenza dell'interesse pubblico nella comparazione degli interessi.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la censura diretta a negare il carattere ostativo di una condanna penale non presenta sufficiente fumus boni iuris quando i reati per i quali è intervenuta la condanna rientrano tra quelli contemplati dall'art. 4 del d.lgs. 286/1998 e dall'art. 380 c.p.p.
  • Nel giudizio cautelare contro il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, la valutazione del periculum in mora richiede la comparazione tra l'interesse del richiedente e l'interesse pubblico alla regolare gestione dei flussi migratori; quest'ultimo può prevalere in presenza di una condanna penale astrattamente ostativa.
  • Il rigetto della domanda cautelare per insufficienza del fumus boni iuris e prevalenza dell'interesse pubblico non pregiudica le ulteriori valutazioni riservate alla fase di merito.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penali
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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