Sentenza del 28/04/2017 n. 10545 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente contestava gli avvisi di accertamento TARSU relativi agli anni 2002-2008, sostenendo che gli immobili fossero inagibili, non ultimati e quindi concretamente inutilizzabili e incapaci di produrre rifiuti. Deduceva inoltre l'efficacia di un precedente giudicato sull'ICI del 2005, che aveva riconosciuto l'inagibilità degli stessi immobili, nonché la violazione delle regole sull'onere della prova e un vizio di motivazione della sentenza impugnata.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha stabilito che la detenzione di immobili regolarmente accatastati costituisce presupposto della TARSU e che l'esenzione per inutilizzabilità non opera automaticamente: il contribuente deve aver indicato tale condizione nella denuncia originaria o di variazione e deve averla provata mediante elementi obiettivi o idonea documentazione. La Corte ha inoltre escluso che il giudicato formatosi sull'ICI possa vincolare il giudizio sulla TARSU, trattandosi di tributi diversi e strutturalmente distinti. C.C. è stato condannato a rifondere al Comune di Nettuno 3.000 euro per spese processuali, oltre al 15% per spese forfettarie, accessori di legge e ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 62, comma 1
Il presupposto impositivo della ta.r.s.u. è l'occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti.
La detenzione o occupazione di locali costituisce presupposto sufficiente per l'applicazione della TARSU, salva la prova di una specifica causa di esclusione.
D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 62, comma 2
Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti ... o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell'anno.
L'esenzione per inagibilità o inutilizzabilità richiede che la condizione sia indicata nella denuncia originaria o di variazione e sia riscontrata mediante elementi obiettivi direttamente rilevabili o idonea documentazione. Il giudice non può riconoscerla in via meramente presuntiva.
Art. 2697 c.c.
L'onere di provare i fatti che fondano l'esenzione o la riduzione della tassa grava sul contribuente che li invoca.
Art. 2909 c.c.
Il giudicato fa stato tra le parti, ma la sua efficacia non si estende automaticamente a un diverso tributo, anche quando i fatti materiali siano analoghi.
Art. 324 c.p.c.
La definitività della sentenza è necessaria per configurare il giudicato, ma tale giudicato deve comunque riguardare un rapporto e una questione giuridica rilevanti anche nel nuovo giudizio.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater
In caso di rigetto integrale del ricorso, il ricorrente è tenuto a versare un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per l'impugnazione.
Legge n. 228 del 2012, art. 1, comma 17
La disposizione ha introdotto l'obbligo dell'ulteriore contributo unificato nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
Massime di principio
- Per ottenere l'esenzione dalla TARSU per inagibilità o inutilizzabilità non basta dimostrare che l'immobile non era concretamente utilizzato: occorre normalmente aver dichiarato tempestivamente tale condizione all'ente impositore e fornire prova oggettiva e documentale.
- L'accatastamento e la disponibilità materiale dell'immobile possono far presumere la sussistenza del presupposto impositivo; spetta al contribuente superare tale presunzione con una prova specifica.
- Un giudicato relativo a un tributo diverso, come l'ICI, non vincola automaticamente il giudice chiamato a decidere sulla TARSU, anche se riguarda gli stessi immobili e la medesima situazione di fatto.
- Per contestare efficacemente un accertamento tributario è opportuno produrre denunce, comunicazioni all'ente, verbali, certificazioni tecniche e altri documenti contemporanei ai periodi d'imposta interessati.
- La mancata indicazione preventiva della causa di esclusione può impedire il riconoscimento dell'esenzione anche quando l'immobile fosse effettivamente inutilizzabile; la disciplina concreta può tuttavia dipendere dalla normativa applicabile nell'anno e dai regolamenti comunali.
- Il rigetto integrale del ricorso comporta normalmente la condanna alle spese e, per i ricorsi soggetti alla disciplina applicabile, il pagamento dell'ulteriore contributo unificato.
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