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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26055/2022 del 07/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Trapani che aveva rigettato l'istanza di revoca dell'ordine di demolizione di un appartamento abusivamente realizzato. L'immobile consta di cinque vani al quarto piano, superficie 140,87 mq e volumetria 408,52 mc. Il ricorrente ha articolato tre motivi: (1) vizio di motivazione per travisamento della prova rispetto alle dichiarazioni del perito (sostenendo che il perito avrebbe detto che l'opera avrebbe potuto essere realizzata e non aveva superato i limiti volumetrici); (2) violazione di legge per avere ritenuto illegittima la concessione in sanatoria ritenendo assente il requisito della "doppia conformità" ai sensi dell'art. 36, comma 1, d.P.R. n. 380/2001; (3) vizio di motivazione per mancata spiegazione dell'illegittimità della sanatoria.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondate le censure: dal verbale emergono affermazioni del perito secondo cui non si poteva chiudere l'ultimo piano per farne abitazione e che i lavori non erano conformi alla normativa urbanistica vigente al momento della realizzazione, quindi non sussisteva la "doppia conformità" richiesta per la sanatoria. La Corte osserva inoltre che un diverso profilo (la sopravvenienza della sanatoria ai sensi della legge n. 724/1994) non è stato dedotto nel ricorso in cassazione e non è stato esaminato in sede di merito. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila a titolo di ammenda per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380 del 2001 (Testo unico dell'edilizia), art. 36, comma 1

    art. 36, comma 1, d.P.R. n. 380/2001

    La Corte conferma che per la concessione in sanatoria è necessario il requisito della "doppia conformità" (conformità all'assetto urbanistico vigente e alla normativa al momento della realizzazione); se l'opera superava i limiti volumetrici consentiti al momento della realizzazione, la sanatoria è illegittima.

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e)

    art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Norma richiamata per le censure di vizio di motivazione e travisamento della prova in cassazione; la Corte esamina se il motivo sia fondato alla luce degli atti e del verbale peritale e lo smentisce ritenendolo manifestamente infondato.

  • Legge n. 724 del 1994

    Richiamata come possibile profilo alternativo (sopravvenuta sanatoria) che tuttavia non è stato prospettato in cassazione e quindi non esaminato; se prospettato, sarebbe tema distinto da quello deciso.

Massime di principio

  • La "doppia conformità" richiesta per la sanatoria va verificata rispetto alla normativa e ai limiti (es. volumetria) vigenti al momento della realizzazione: se l'opera eccedeva tali limiti, la sanatoria può essere illegittima.
  • Le contestazioni sul travisamento della prova richiedono una dimostrazione chiara e incontrovertibile di errore nella ricostruzione probatoria: la mera divergenza interpretativa rispetto alle dichiarazioni del perito è insufficiente.
  • Se in fase di cassazione si intende sostenere profili nuovi (es. sopravvenuta sanatoria con diversa norma), tali profili devono essere espressamente dedotti in ricorso, altrimenti non saranno esaminati dalla Corte.
  • Il rigetto di un ricorso per cassazione può comportare condanna alle spese e, se il ricorso è ritenuto viziato per colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, anche all'ammenda a favore della cassa delle ammende.
  • In cause edilizie, la perizia e il verbale dell'udienza peritale sono elementi decisivi: dichiarazioni del perito che attestino la non conformità al momento della realizzazione rafforzano la legittimità di un ordine di demolizione nonostante una concessione in sanatoria impugnata.

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