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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4037/2022 del 04/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva dichiarato impossibile disporre l'ottemperanza a precedente decisione favorevole al reclamante relativa ai criteri di assegnazione al lavoro in cucina nel reparto a regime differenziato del carcere di Tolmezzo, per effetto del trasferimento del detenuto al carcere di Milano Opera. Il ricorrente deduce violazione di legge sostenendo che la decisione favorevole non si esaurisce nell'istituto di provenienza ma sarebbe trasferibile in altro istituto e che il giudice dell'ottemperanza avrebbe dovuto istruttoria per verificare se nel nuovo istituto perdurasse la lesione del diritto già accertata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che l'azione di ottemperanza ai sensi dell'art. 35-bis Ord. pen. sia una prosecuzione funzionale del giudizio di cognizione e che l'effetto conformativo della decisione sia circoscritto al caso trattato e al contesto istituzionale in cui è stata resa. Pertanto non è consentito chiedere l'ottemperanza estendendo automaticamente il provvedimento a situazioni territorialmente distinte senza preventiva ricognizione della normativa e dei fatti del nuovo istituto; il detenuto può ricorrere nuovamente in cognizione presso la magistratura di sorveglianza dell'istituto di destinazione. Condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 35-bis Ord. pen.

    Regola il procedimento di ottemperanza come prosecuzione funzionale del giudizio di cognizione; limita l'effetto conformativo della decisione al caso e al contesto trattato, attribuendo al giudice poteri di imporre tempi e modalità, dichiarare nulli atti e nominare commissario ad acta, ma escludendo l'estensione automatica ad altri istituti senza nuova valutazione.

  • art. 41-bis Ord. pen.

    Indica il regime detentivo speciale cui è sottoposto il ricorrente; la menzione chiarisce il contesto carcerario aggravato ma non incide sulla regola di territorialità dell'ottemperanza.

  • art. 69 Ord. pen.

    Consente il reclamo in cognizione dinanzi alla magistratura di sorveglianza; combinato con art. 35-bis consente al detenuto, in un diverso istituto, di proporre nuovo reclamo per fatti e regolamenti specifici dell'istituto di destinazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto/inammissibilità del ricorso; applicata qui con aggravio anche per l'irritualità della impugnazione.

  • d.l. n.146/2013 conv. dalla legge n.10/2014

    Norma che ha introdotto l'art. 35-bis nell'ordinamento per colmare il deficit di tutela dei detenuti rispetto ad atti dell'Amministrazione penitenziaria, consentendo il procedimento di ottemperanza disciplinato dalla giurisprudenza citata.

  • Corte costituzionale, sent. n.26/1999

    Richiamata come motivo storico-giuridico che ha evidenziato il deficit di tutela dei detenuti, giustificando l'introduzione dell'art. 35-bis.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza ex art. 35-bis comma 5 è una prosecuzione del giudizio di cognizione e va limitata al caso concreto e al contesto istituzionale in cui il giudicato è stato pronunciato.
  • Un provvedimento di accoglimento che incide sull'organizzazione interna di un dato istituto non può essere automaticamente trasposto in altro istituto senza preventiva ricognizione della regolamentazione e della situazione di fatto nel nuovo istituto.
  • Se il detenuto viene trasferito e ritiene che nel nuovo istituto sussista la stessa lesione di diritti, la via corretta è proporre un nuovo reclamo in cognizione davanti alla magistratura di sorveglianza competente per l'istituto di destinazione.
  • Nel procedimento di ottemperanza non possono essere introdotti profili nuovi di lesione che non siano già stati oggetto del giudicato, salvo cambiamento del quadro normativo.
  • Il giudice dell'ottemperanza può imporre modalità, tempi, annullare atti e nominare commissario ad acta, ma sempre entro i limiti dello scopo e dell'ambito del precedente accertamento.
  • Ricorsi manifestamente infondati o irrituali possono comportare oltre alle spese processuali anche sanzioni economiche a favore della Cassa delle ammende.

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