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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14022/2022 del 12/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in cinque motivi: (1) errata interpretazione del quarto comma dell'art. 52 c.p. (legittima difesa domiciliare) e doglianza che la novella 2019 avrebbe introdotto una presunzione assoluta di scriminante anche se l'arma non fosse legittimamente detenuta; (2) vizio di motivazione sulla valutazione della necessità e, soprattutto, della proporzionalità della reazione difensiva ai sensi dell'art. 52 primo comma; (3) errata applicazione dell'art. 55, comma 2, in relazione al richiamo al quarto comma dell'art. 52; (4) errore nella qualificazione dell'eccesso (colposo vs doloso) e travisamento della prova circa l'errore sui mezzi impiegati (presunta impossibilità di usare la mano destra); (5) vizio di motivazione sul diniego della continuazione tra l'omicidio e i reati relativi alle armi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in tutte le sue deduzioni e confermato la condanna di Esposito per omicidio e per reati relativi alle armi. La Corte ha ritenuto corretta l'interpretazione secondo cui il quarto comma dell'art. 52 c.p., introdotto dalla legge n. 36/2019, non ha creato una presunzione assoluta di legittima difesa indipendente dagli altri requisiti previsti nei commi precedenti: in particolare richiede il rispetto delle condizioni, ivi compresa l'eventuale legittima detenzione dell'arma. Poiché l'imputato ha usato una pistola con matricola abrasa (arma clandestina ai sensi dell'art. 23 legge 110/1975), è corretta l'esclusione dell'applicabilità della disciplina "rafforzata" domiciliare e l'esame è stato effettuato alla stregua dell'art. 52 primo comma. Inoltre la Corte ha confermato l'insussistenza della proporzionalità della reazione (spari mirati a distanza ravvicinata, primo colpo alla testa) e ha ritenuto che la condotta fosse dolosamente eccedente, escludendo l'eccesso colposo applicabile ai sensi dell'art. 55. Il diniego della continuazione è stato ritenuto corretto in quanto l'omicidio è risultato estemporaneo e non parte di un disegno unitario antecedente collegabile temporalmente alla detenzione dell'arma.

Norme richiamate

  • art. 52 cod. pen.

    Il quarto comma, come modificato dalla legge n. 36/2019, non introduce una presunzione assoluta di legittima difesa domiciliare: il richiamo ai "casi di cui al secondo e al terzo comma" comporta che le condizioni previste nei commi precedenti (compresa la legittima detenzione dell'arma) debbano sussistere

  • art. 55 cod. pen.

    L'eccesso colposo (art. 55) si applica solo quando il superamento dei limiti della scriminante è dovuto a errore non volontario; se la reazione è consapevole e volontaria (dolosa) l'art. 55 non assorbe la responsabilità

  • legge n. 36 del 2019

    La riforma non ha rivoluzionato la struttura essenziale della legittima difesa: resta necessario il bilanciamento e la verifica della attualità del pericolo, della necessità e della proporzionalità della reazione

  • art. 23 legge n. 110 del 1975

    Pistola con matricola abrasa qualificata come arma clandestina: per definizione non legittimamente detenibile, con conseguenze sull'applicabilità delle tutele previste per la difesa domiciliare

  • art. 697 cod. pen.

    Richiamato tra i reati contestati per la detenzione di munizioni; integrato nel computo delle fattispecie connesse all'uso illegittimo di armi

  • art. 614 cod. pen.

    Norma di riferimento per la delimitazione del domicilio e dei luoghi equiparati richiamata nella lettura coordinata dei commi dell'art. 52

  • art. 61 primo comma n. 5 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla disciplina dell'eccesso colposo e alla presunzione di non punibilità prevista dalla normativa collegata alla novella 2019, ma la presunzione è limitata ai casi in cui siano rispettati i requisiti previsti (anche la legittima detenzione dell'arma)

Massime di principio

  • La legittima difesa domiciliare introdotta/rafforzata dalla legge 2019 non costituisce una immunità assoluta: i requisiti dei commi previsti dall'art. 52 devono essere valutati congiuntamente, compresa la legittima detenzione dell'arma qualora la norma vi rinvii
  • L'uso di un'arma clandestina esclude, di regola, l'applicazione della disciplina "rafforzata" della legittima difesa domiciliare e limita le possibilità di invocare la scriminante
  • La legittima difesa richiede sempre verifica dell'attualità del pericolo, della necessità della reazione e della proporzionalità rispetto ai beni giuridici minacciati; la proporzionalità va valutata anche in relazione ai mezzi e alle modalità di impiego (es. spari mirati a distanza ravvicinata possono determinare sproporzione)
  • L'eccesso colposo (art. 55) è applicabile solo se il superamento dei limiti è frutto di un errore non voluto; una reazione deliberatamente offensiva o mirata a cagionare un evento grave integra invece l'eccesso doloso e non rientra nella scriminante
  • La verifica dei requisiti della legittima difesa è valutazione ex ante sulla base dei dati conoscibili dall'agente al momento dell'azione; deduzioni successive basate su elementi non conoscibili ex ante non possono riformulare la valutazione originaria
  • In situazioni concrete, per ridurre il rischio di responsabilità penale, è preferibile adottare misure difensive meno lesive (comunicazione alle Forze di Polizia, composizione, uso di avvertimenti non letali) quando tali alternative sono concretamente praticabili

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