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Sentenza

Sentenza n. 673/2026 - Catania, Sezione 1

per l'ottemperanza e l'esecuzione - della sentenza n. 344/2022, pronunciata dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania in data 28.03.2022 e depositata in pari data;

Giustizia amministrativa202501862

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione del giudicato e ordinanza sindacale che istituisce uno spazio di sosta generico per invalidi anziché assegnare uno spazio riservato ad personam

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (persona con disabilità)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del TAR che aveva annullato il diniego di assegnazione di uno spazio di sosta riservato, sentenza confermata dal CGA. Dopo la notificazione della sentenza e di atti di diffida, il Comune è rimasto inottemperante. Solo dopo la proposizione del ricorso il Sindaco ha adottato un'ordinanza istitutiva di uno spazio di sosta riservato agli invalidi in generale, utilizzabile da tutti i veicoli che trasportino persone disabili munite di contrassegno. La ricorrente ha dedotto l'elusione del giudicato, poiché l'ordinanza non attribuiva lo spazio ad personam richiesto, non esponeva le ragioni dell'eventuale diniego di tale specifica assegnazione e, inoltre, non era stata concretamente attuata mediante l'apposizione della segnaletica. Ha altresì dedotto l'incompetenza del Sindaco, assumendo che l'atto avrebbe dovuto essere adottato dal dirigente.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha rilevato che il giudicato imponeva al Comune, nella riedizione del potere, di esercitare la discrezionalità prevista dall'art. 381 del regolamento di esecuzione del codice della strada sulla base di criteri oggettivi e predeterminati, esplicitandone l'applicazione nella motivazione. L'ordinanza sindacale è stata dichiarata nulla perché manifestamente elusiva del giudicato: non ha deciso sulla specifica richiesta di uno spazio riservato ad personam ai sensi dell'art. 381, comma 5, e non ha indicato le ragioni per cui tale assegnazione non sarebbe stata possibile, limitandosi a istituire uno spazio generico destinato a tutti gli invalidi. Il TAR ha ordinato al Comune di dare completa esecuzione al giudicato entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza è stato nominato un commissario ad acta, con facoltà di delega, incaricato di provvedere entro ulteriori trenta giorni dalla richiesta della ricorrente. È stata respinta la domanda di penalità di mora, ritenendo sufficienti le misure adottate e considerando l'esigenza di contenere la spesa pubblica. Il Comune è stato condannato alle spese, liquidate in euro 1.000, oltre accessori e rimborso del contributo unificato se versato.

Norme richiamate

  • art. 381 d.P.R. 495/1992

    sulla base di criteri oggettivi e predeterminati di cui la motivazione del provvedimento deve dare conto

    La riedizione del potere di assegnazione dello spazio di sosta riservato deve fondarsi su criteri oggettivi e predeterminati, la cui applicazione deve essere esplicitata nella motivazione; la mancata valutazione della specifica richiesta ad personam elude il giudicato.

  • art. 381, comma 5, d.P.R. 495/1992

    spazio di sosta “ad personam”

    La disposizione costituisce il parametro per valutare la richiesta individualizzata di assegnazione dello spazio di sosta e impone all'amministrazione di pronunciarsi specificamente su tale domanda.

  • art. 114 c.p.a.

    Il giudizio di ottemperanza consente di dichiarare la nullità degli atti elusivi del giudicato, ordinare l'esecuzione della decisione e nominare un commissario ad acta per l'eventuale persistente inottemperanza.

  • art. 71 d.P.R. 115/2002

    La parcella del commissario ad acta deve essere presentata, a pena di decadenza, entro cento giorni dalla conclusione dell'incarico.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, è nullo per elusione del giudicato il provvedimento adottato in riedizione del potere che non affronti la specifica domanda oggetto della decisione giudiziale e si limiti a disciplinare una fattispecie diversa o più generale.
  • Quando una sentenza annulla un diniego per insufficiente motivazione e impone una nuova valutazione discrezionale, l'amministrazione deve riesercitare il potere secondo criteri oggettivi e predeterminati, dando conto in motivazione della loro concreta applicazione.
  • L'istituzione di uno spazio di sosta generico per persone invalide non costituisce esecuzione di un giudicato che imponga di valutare una richiesta individualizzata di spazio riservato ad personam, se l'amministrazione non decide espressamente su tale richiesta e non motiva l'eventuale diniego.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può ordinare all'amministrazione di eseguire il giudicato entro un termine e nominare preventivamente un commissario ad acta, anche con facoltà di delega, per il caso di ulteriore inottemperanza.
  • La penalità di mora non deve essere applicata quando le altre misure esecutive risultino sufficienti ad assicurare una tutela piena ed efficace e la sua imposizione comporterebbe un aggravio non giustificato della spesa pubblica.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaNullità del provvedimentoEffetto conformativo e riedizione del potere

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