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Ordinanza

Ordinanza n. 430/2026 - Napoli, Sezione 5

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell’ordinanza sindacale n. 8 del 18.9.1025 notificata il 23.9.2025 dal Comune di Bellona, con cui si chiede di provvedere ad horas all’eliminazione dei pericoli, mediante messa in sicurezza del fabbricato; - del verbale di accertamento prot. n 6861 del 21.7.2025; - di ogni ulteriore atto presupposto, conseguente o comunque collegato e di qualsiasi altro atto medio tempore adottato.

Giustizia amministrativa202506796

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza sindacale di messa in sicurezza urgente di un fabbricato pericolante, unitamente al verbale di accertamento presupposto

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione intimata)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, l’ordinanza sindacale che le intimava di provvedere ad horas all’eliminazione dei pericoli mediante messa in sicurezza del fabbricato, nonché il verbale di accertamento e gli ulteriori atti connessi. Dalla motivazione dell’ordinanza cautelare emergono contestazioni riferite alla legittimità dell’intervento amministrativo, ma il testo non specifica i singoli motivi di ricorso né individua puntualmente i dedotti vizi di legittimità.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per difetto di fumus boni iuris. In via preliminare, ha ritenuto non adeguatamente smentita la criticità strutturale dell’edificio, caratterizzato dal crollo della copertura e del solaio per la maggior parte della loro estensione e da una condizione di sostanziale abbandono. Ha inoltre ravvisato, prima facie, i presupposti per l’esercizio del potere extra ordinem, poiché il manufatto si affaccia su una pubblica via ed è vicino ad abitazioni confinanti. Nel bilanciamento degli interessi, ha ritenuto prevalente la tutela dell’incolumità pubblica e privata e l’eliminazione della situazione di pericolo. Non sono state liquidate spese della fase cautelare, stante la mancata costituzione delle amministrazioni intimate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare, con particolare riferimento al fumus boni iuris e al bilanciamento degli interessi coinvolti.

Massime di principio

  • In presenza di una documentata e non adeguatamente smentita criticità strutturale di un edificio, aggravata dall’abbandono e dalla vicinanza a una pubblica via e ad abitazioni confinanti, sussistono prima facie i presupposti per l’esercizio del potere extra ordinem volto alla tutela dell’incolumità pubblica e privata.
  • Nel giudizio cautelare, quando l’interesse alla sospensione dell’ordinanza di messa in sicurezza si contrappone al rischio per l’incolumità pubblica e privata derivante da un fabbricato pericolante, può prevalere l’interesse pubblico all’eliminazione della situazione di pericolo.
  • La mancata adeguata contestazione o smentita degli accertamenti tecnici relativi alla pericolosità dell’immobile esclude, allo stato, la sussistenza del fumus boni iuris necessario per la sospensione dell’ordinanza di messa in sicurezza.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiEfficacia ed esecuzione del provvedimentoTutela cautelare
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblicoPrincipio di legalità e tipicità

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