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Sentenza

Sentenza del 25/07/2023 n. 22322 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di avvisi di accertamento relativi agli anni 2008 e 2009 per rideterminazione del reddito sulla base delle indagini bancarie. Il contribuente ha contestato la presunzione derivante dalle risultanze dei conti correnti sostenendo che gli ingenti movimenti (in particolare i prelievi) derivavano da vincite da gioco riconducibili a una dipendenza ludopatica documentata, e ha contestato la motivazione degli atti e la valutazione probatoria. L'Agenzia ha proposto appello incidentale lamentando, per l'anno 2008, che l'esclusione dei prelievi dal maggior reddito (ordinata in primo grado) avrebbe dovuto comportare la corrispondente rideterminazione in diminuzione dei costi deducibili calcolati in base alla percentuale adottata nella ricostruzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale del contribuente e ha invece accolto, in parte, il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate (primo e secondo motivo), ritenendo che la CTR non avesse motivato adeguatamente il rigetto della richiesta dell'Ufficio di rideterminare i costi deducibili in proporzione alla riduzione dei ricavi per l'anno 2008 (per i quali la CTP aveva escluso i prelievi dalla ricostruzione del reddito). La sentenza impugnata è stata cassata limitatamente ai motivi accolti e il procedimento è stato rinviato alla CTR del Veneto in diversa composizione per riesame e per la regolamentazione delle spese; il ricorso del contribuente è stato rigettato. Inoltre la Corte ha dichiarato inammissibili o infondati altri rilievi del contribuente (manifesta motivazione, onere della prova, mancata attivazione d'ufficio di mezzi istruttori).

Norme richiamate

  • Costituzione

    Richiamati articoli relativi a principi generali (es. 3, 24, 53, 111) per valutare limiti della motivazione, terzietà del giudice e garanzie processuali; la Corte sottolinea che la valutazione della motivazione deve superare il minimo costituzionale.

  • D.P.R. n. 600/1973 (art. 32)

    L'accertamento bancario è una modalità autonoma di indagine fondata su una presunzione legale: i versamenti e movimenti rinviano a una presunzione che grava sul contribuente l'onere di fornire giustificazioni analitiche.

  • D.P.R. n. 600/1973 (art. 39, 42, 55)

    art. 39, art. 42, art. 55

    Richiamati in relazione ai criteri di accertamento induttivo, alla documentazione e agli obblighi formali dell'Ufficio e alla necessità di corretta applicazione dei limiti nella rideterminazione di costi e ricavi.

  • D.P.R. n. 633/1972 (art. 51 e 54)

    Citati nei rilievi concernenti la deducibilità/onere probatorio relativo ai costi e agli acquisti con IVA detraibile nella ricostruzione del reddito e nella verifica dei rapporti fra costi e ricavi.

  • D.Lgs. n. 546/1992 (art. 7, art. 18, art. 19, art. 36)

    art. 7, art. 18, art. 19, art. 36

    Norme di diritto processuale tributario: art. 7 (potere del giudice di acquisire d'ufficio mezzi di prova) interpretato alla luce del principio di terzietà; artt. 18-19 disciplinano l'onere probatorio e la fase istruttoria; art. 36 citato rispetto alla necessità di motivazione sulle eccezioni proposte dall'Ufficio.

  • Codice civile (art. 2727 c.c.)

    Richiamato in riferimento alle regole sulla prova per presunzioni e documentazione probatoria.

  • Codice di procedura civile (art. 360 c.p.c., art. 348-ter c.p.c.)

    art. 360 comma 1 n. 4 e n. 5; art. 348-ter

    La Corte ha applicato i limiti di ammissibilità del ricorso per cassazione (in particolare la 'doppia conforme' introdotta dall'art. 348-ter) e ha precisato i parametri di sindacato sulla motivazione e sull'omesso esame dei fatti decisivi.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 228/2014 e n. 338/2014

    sent. n. 228/2014; sent. n. 338/2014

    La giurisprudenza costituzionale ha inciso sull'equiparazione logica tra attività imprenditoriale e professionale con riferimento ai prelevamenti: la Corte d'appello ha tenuto conto di tali principi nell'escludere taluni prelievi dalla ricostruzione del reddito (ma ciò non elimina la presunzione sui versamenti).

Massime di principio

  • L'accertamento basato su indagini bancarie costituisce modalità autonoma e fonda una presunzione legale che sposta sull'interessato l'onere di dimostrare analiticamente l'estraneità dei movimenti al reddito imponibile.
  • La mera dichiarazione di dipendenza da gioco o la prova generica non è sufficiente per trasformare prelievi in proventi da gioco: occorrono elementi probatori specifici e diretti (documenti, atti ufficiali che attestino vincite, riconoscimenti formali, ecc.).
  • Se in sede di giudizio di merito vengono esclusi elementi di reddito (es. prelievi), l'Amministrazione deve, se opportuno, rideterminare coerentemente i costi/deduzioni correlati; il giudice d'appello deve motivare espressamente il rigetto di tali richieste di rideterminazione.
  • Il giudice tributario non è tenuto a supplire alle carenze probatorie delle parti salvo che sussista un'obiettiva situazione di incertezza che renda indispensabile acquisire d'ufficio ulteriori mezzi di prova.
  • In Cassazione il sindacato sulla motivazione è limitato: sono ammissibili i ricorsi per nullità motivazionale solo in presenza di una mancanza materiale o di motivazione apparente, contraddittoria o incomprensibile; non è consentita la semplice rivalutazione del merito.
  • La regola della 'doppia conforme' (art. 348-ter c.p.c.) limita la possibilità di dedurre in Cassazione questioni già decise in modo conforme in grado di appello e primo grado, restringendo alcuni profili di impugnazione.

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