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Ordinanza

Ordinanza n. 312/2026 - Salerno, Sezione 3

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento -OMISSIS- del 5.3.2026, comunicato in data 5.3.2026, con cui è stata rigettata l'istanza di subentro e annullato il -OMISSIS-

Giustizia amministrativa202600966

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento che ha rigettato l’istanza di subentro e annullato il precedente nulla osta al lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero e prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento con cui l’amministrazione ha respinto la richiesta di subentro di un nuovo datore di lavoro nel nulla osta precedentemente rilasciato a favore di altro datore. La controversia si inserisce in una serie di dodici ricorsi riguardanti cittadini stranieri per i quali il nulla osta era stato richiesto dalla medesima impresa e rispetto ai quali, dopo la dichiarazione di indisponibilità all’assunzione da parte di tale soggetto, la richiesta di subentro era stata presentata dalla medesima nuova società. Il testo non riporta specifici motivi di illegittimità ulteriori rispetto alla contestazione del rigetto del subentro e all’annullamento del nulla osta, né le argomentazioni difensive dettagliate delle parti.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per carenza del fumus boni iuris. Ha ritenuto applicabile la giurisprudenza secondo cui il permesso di soggiorno per attesa occupazione può essere rilasciato quando un rapporto di lavoro precedentemente e correttamente instaurato si interrompa per causa non imputabile al lavoratore, ma non quando il rapporto di lavoro non sia mai venuto ad esistenza. Il Collegio ha considerato decisivo che il rapporto con il datore di lavoro originario non fosse mai stato instaurato, indipendentemente dalla ragione della mancata instaurazione; di conseguenza, allo stato, non ha ritenuto possibile il subentro di un nuovo datore di lavoro nel nulla osta rilasciato a favore del precedente datore. Non è stata ravvisata la necessità di esaminare favorevolmente il periculum in mora, poiché mancava il fumus boni iuris. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare nel processo amministrativo; il TAR ha esaminato la richiesta di sospensione nella fase cautelare.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ritenuto applicabile per disporre l’oscuramento delle generalità del ricorrente e degli altri dati idonei a identificarlo.

  • artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, quale fondamento dell’oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Il permesso di soggiorno per attesa occupazione presuppone l’interruzione di un rapporto di lavoro precedentemente e correttamente instaurato, cessato per una causa non imputabile al lavoratore; non è sufficiente che il rapporto non si sia mai perfezionato, anche se la mancata instaurazione non dipende dalla volontà del lavoratore.
  • In assenza di un rapporto di lavoro effettivamente instaurato con il datore che aveva richiesto il nulla osta, non sussistono, allo stato, i presupposti per il subentro di un nuovo datore di lavoro nel nulla osta rilasciato a favore del precedente datore.
  • Nella fase cautelare, la mancanza del fumus boni iuris giustifica il rigetto della domanda di sospensione, anche a prescindere dalla concreta sussistenza del periculum in mora.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

Testo integrale

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