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Sentenza

Sentenza del 10/03/2021 n. 161 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte

Riscossione dei tributi - A mezzo ruolo - Interessi e sanzioni collegate al tributo - Prescrizione decennale - Esclusione - Prescrizione quinquennale - Applicabilità. Atti interruttivi della prescrizione - Istanza di rateazione - Inidoneità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

impugnazione di somme iscritte a ruolo con contestazione della prescrizione delle sanzioni e degli interessi e della presunta interruzione della prescrizione dovuta ad istanza di rateazione presentata dal contribuente

La decisione

il giudice ha ritenuto che il credito tributario principale per i tributi erariali è soggetto al termine ordinario decennale di prescrizione, mentre sanzioni e interessi seguono la prescrizione quinquennale (sanzioni ai sensi dell'art. 20 D.Lgs. 472/1997; interessi ai sensi dell'art. 2948 n. 4 c.c.). Inoltre ha stabilito che l'istanza di rateazione presentata dal debitore non costituisce atto idoneo ad interrompere la prescrizione, perché non è un atto proveniente dal creditore e non integra riconoscimento tacito del debito secondo la consolidata giurisprudenza

Norme richiamate

  • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 20

    le sanzioni tributarie sono soggette al termine di prescrizione quinquennale previsto dalla norma

  • Codice Civile, art. 2948, n. 4

    gli interessi soggettivi si prescrivono in cinque anni, applicabile agli interessi collegati al tributo

  • Codice Civile, art. 2943

    la prescrizione può essere interrotta solo da un atto di intimazione o di riconoscimento proveniente dal creditore; atti del debitore (come una istanza di rateazione) non interrompono la prescrizione

  • Codice Civile, termine ordinario

    termine ordinario decennale

    il credito principale relativo ai tributi erariali soggiace al termine ordinario decennale di prescrizione

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra credito principale (tributo) e gli oneri accessori: il tributo principale può seguire il termine decennale ordinario, mentre sanzioni e interessi possono prescriversi in cinque anni con regole autonome.
  • La decorrenza della prescrizione va verificata con attenzione (data di esigibilità, notifica dell'atto impositivo, iscrizione a ruolo): da quella data iniziano a decorrere i termini distinti per capitale, sanzioni e interessi.
  • Solo atti provenienti dal creditore o riconoscimenti espressi del debitore interrompono la prescrizione: l'istanza di rateazione presentata dal contribuente non interrompe la prescrizione e non costituisce riconoscimento tacito del debito.
  • Per interrompere efficacemente la prescrizione il creditore deve compiere un atto formale idoneo (es. notifica di atto esecutivo, intimazione di pagamento o altro atto riconducibile al creditore). Verificare nella pratica se e quando tali atti sono stati compiuti.
  • In caso di contestazione, calcolare separatamente i termini prescrizionali per capitale, sanzioni e interessi e proporre tempestivamente ricorso/azione se si ritiene intervenuta la prescrizione quinquennale sugli accessori.
  • Non fare affidamento su una semplice istanza di rateazione per fermare i termini: è necessario vigilare sulle notifiche dell'ente e, se necessario, impugnare per far valere la prescrizione.

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