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Sentenza

Sentenza del 10/03/2021 n. 167 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte

Riscossione dei tributi - Contribuente creditore di ASL insolvente - Mancato pagamento del Contribuente - Forza maggiore - Configurabilità - Esclusione -Responsabilità oggettiva dello Stato - Sussiste - Conseguenze - Interessi e sanzioni collegate al tributo - Non debenza

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contribuente, creditore nei confronti di un'ASL insolvente che non ha saldato i debiti, non ha pagato somme dovute all'Erario e ha impugnato le cartelle di pagamento sostenendo che il mancato versamento fosse dovuto a causa di forza maggiore derivante dall'insolvenza dell'ASL; ha chiesto l'annullamento di sanzioni e interessi applicati per il ritardo.

La decisione

Il giudice ha escluso che ricorra la causa di forza maggiore nella forma tipica richiesta dalla giurisprudenza (mancanza del requisito di straordinarietà, data la ripetitività dei ritardi degli enti pubblici). Tuttavia ha riconosciuto l'esistenza di un ostacolo insormontabile e la responsabilità oggettiva dello Stato che si avvantaggia dell'insolvenza pubblica scaricando sulla parte privata le sanzioni e gli interessi. Conseguentemente sono state annullate le componenti sanzionatorie e le more (interessi moratori) riportate nelle cartelle impugnate; la pretesa principale tributaria resta impregiudicata salvo altri accertamenti.

Norme richiamate

  • causa di forza maggiore (criteri giurisprudenziali)

    Non sussiste il requisito di straordinarietà quando il ritardo dei pagamenti da parte di enti pubblici è sistematico/ripetuto; pertanto la mera insolvenza pubblica non integra automaticamente forza maggiore secondo la giurisprudenza ordinaria.

  • responsabilità oggettiva dello Stato (principio giurisprudenziale)

    Lo Stato/ente pubblico può essere ritenuto oggettivamente responsabile quando trae vantaggio dall'insolvenza che impedisce al creditore privato di adempiere, con conseguente obbligo di escludere le sanzioni e gli interessi collegati al tributo.

Massime di principio

  • La forza maggiore, ai fini dell'esonero dalle obbligazioni tributarie, richiede non solo l'insormontabilità dell'evento ma anche il carattere di straordinarietà; ritardi sistematici degli enti pubblici difficilmente sono qualificabili come straordinari.
  • Se l'insolvenza di un ente pubblico impedisce il pagamento da parte di un privato e lo Stato/ente si avvantaggia di tale situazione, può emergere una responsabilità oggettiva che giustifica l'annullamento di sanzioni e interessi collegati al tributo, pur lasciando impregiudicata la pretesa principale.
  • In situazioni analoghe conviene documentare: a) il rapporto creditizio con l'ente pubblico e i provvedimenti o titoli che attestano l'insolvenza/delayed payment; b) il nesso causale tra l'insolvenza dell'ente e l'impossibilità di adempiere; c) la ripetitività dei ritardi se si vuole escludere o circoscrivere la qualificazione di forza maggiore.
  • La tutela pratica del contribuente può consistere nella domanda giudiziale (o amministrativa, se previsto) di annullamento delle sanzioni e degli interessi, oppure nel richiedere il riconoscimento della responsabilità dello Stato e la conseguente declassazione/neutralizzazione delle componenti punitive della cartella di pagamento.
  • La pretesa tributaria principale resta, in linea di massima, dovuta salvo altre eccezioni; la strategia difensiva dovrebbe mirare a ottenere la cancellazione delle componenti accessorie ingiuste (sanzioni/interessi) e a valutare eventuali azioni risarcitorie contro l'ente che ha creato l'impedimento.

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