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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33961/2023 del 02/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione con tre censure principali: (1) violazione di legge e vizio della motivazione per avere la Corte di appello ritenuto la fattispecie di appropriazione indebita anziché quella di truffa; (2) vizio della motivazione per contraddittorietà nella ricostruzione dell'elemento soggettivo e nell'attribuzione alla ricorrente dei fatti contestati; (3) mancanza di motivazione quanto alla determinazione della pena, con omessa indicazione del reato più grave ai fini della disciplina del reato continuato e omissione dell'indicazione dei singoli aumenti in continuazione per ciascun reato satellite.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano manifestamente infondati, generici e non consentiti: i primi due motivi costituivano una impermissibile richiesta di rinnovata valutazione del fatto e delle prove riservata al giudice del merito; il terzo motivo non era consentito per mancata deduzione specifica in appello (interruzione della catena devolutiva). Conseguentemente la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende; non sono liquidate spese a favore della parte civile in ragione della mancanza di contributo effettivo della stessa alla fase di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Predisposizione dei limiti della motivazione riportata nella relazione del Consigliere; il ricorso è stato esaminato nei limiti strettamente necessari per motivare, conformemente all'articolo citato.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (principio sulla inammissibilità di rinnovata valutazione del fatto)

    numerose pronunce citate in motivazione (es. Sez. 3, n. 18521 del 11/01/2018, Ferri; Sez. 5, n. 15041 del 24/10/2018, Barraglia; ecc.)

    È inammissibile in cassazione chiedere una diversa valutazione delle prove o una ricostruzione alternativa dei fatti, salvo che si tratti di vizio della motivazione, manifesta illogicità o omissione di atti probatori essenziali.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina le questioni di fatto o la valutazione della prova compiuta dal giudice del merito: i ricorsi che chiedono una diversa lettura delle risultanze probatorie sono generalmente inammissibili.
  • Le censure sulla motivazione sono ammissibili in cassazione solo se riguardano la sua manifesta illogicità, contraddittorietà o la sua carenza rispetto ad atti probatori essenziali; semplici contestazioni di persuasività o credibilità non sono sufficienti.
  • Questioni relative alla determinazione della pena e all'applicazione della continuazione devono essere specificamente dedotte già in sede di impugnazione nei gradi precedenti; la mancata deduzione in appello può precludere il relativo esame in cassazione.
  • La parte civile può ottenere la liquidazione delle spese di legittimità solo se ha effettivamente contribuito, con memorie o attività specifica, alla decisione; una mera richiesta generica non è sufficiente.
  • Per rendere ammissibile un ricorso in cassazione è necessario formulare motivi chiari, specifici e circostanziati, evitando doglianze meramente ripetitive o generiche rispetto alla decisione impugnata.

Testo integrale

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