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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17950/2024 del 07/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Zouhair Znaidi ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Imperia che aveva rigettato la sua richiesta di riconoscimento della continuazione tra due condanne: a) sentenza del Tribunale di Torino del 06/07/2018 (rapina in concorso, fatta valere per il fatto del 29/03/2018) e b) sentenza del Tribunale di Imperia del 09/12/2022 (furto aggravato in concorso, fatto del 06/04/2017). Il ricorrente lamentava violazione dell'art. 606 lett. b) ed e) c.p.p. per erronea applicazione dell'art. 81 c.p. e contraddittorietà della motivazione, sostenendo l'esistenza della "medesimezza del disegno criminoso" sulla base dell'identica causale, della vicinanza temporale e spaziale e di altri elementi sintomatici dell'unità progettuale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. La Corte ha confermato che il riconoscimento della continuazione richiede la prova di un'anticipata ed unitaria ideazione dei reati, desumibile da indici esteriori significativi (unitarietà del contesto e della spinta a delinquere, brevità del lasso temporale, identica natura dei reati, analogia del modus operandi, costante compartecipazione degli stessi soggetti, ecc.). Il Tribunale di Imperia aveva correttamente motivato l'assenza di elementi concreti e specifici idonei a dimostrare che i reati fossero frutto di un progetto unico e preordinato; le offese, pur riguardando beni giuridici della stessa categoria, non presentavano note modali tali da rivelare una unitaria ideazione complessiva. Il ricorrente non ha apportato nuovi elementi per infirmare la motivazione del giudice dell'esecuzione. Il rigetto del ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    L'art. 81 c.p. (continuità) è interpretato come esigente un'anticipata ed unitaria ideazione dei reati; non basta l'abitualità o la ricaduta nel reato: è necessaria la prova, di regola tramite indici esteriori significativi, che al momento del primo episodio fossero già programmati i successivi almeno nelle loro linee essenziali.

  • art. 606 lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Gli articoli richiamati sono i motivi di cassazione invocati dal ricorrente (errore di diritto e contraddittorietà della motivazione). La Corte ha ritenuto tali censure infondate perché il giudice di merito aveva dato motivazione adeguata e congrua e non vi era erronea applicazione dell'art. 81 c.p.

Massime di principio

  • La continuazione richiede una "unità di ideazione": i reati devono essere stati programmati in modo unitario già prima del primo episodio, non basta la mera ripetizione o l'abitudine a delinquere.
  • Per dimostrare la continuazione occorrono indici concreti ed esterni quali contiguità spazio-temporale, identità o omogeneità della natura dei reati, analogia del modus operandi, stessa causa o medesimo movente e costante compartecipazione dei soggetti.
  • La brevità del lasso temporale tra gli episodi è un elemento favorevole ma non decisivo se mancano altri elementi che attengano all'unità progettuale.
  • La prova dell'unità di disegno ricade sull'istante; in sede di esecuzione il giudice non può basarsi su genericità o su un programma delinquenziale meramente astratto.
  • L'accertamento degli indici è rimesso al giudice di merito e la Cassazione non interviene se la motivazione è adeguata, congrua e priva di vizi logici o travisamenti dei fatti.
  • In mancanza di elementi specifici che colleghino concretamente le condotte, è legittimo il rigetto della domanda di riconoscimento della continuazione.

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