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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27973/2023 del 27/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio alla Corte di appello di Roma. La Corte ha accolto il principio secondo cui la citazione a giudizio dell'ente interrompe la prescrizione e ne sospende il decorso fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio, quindi il Tribunale di Civitavecchia ha erroneamente dichiarato la prescrizione.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Civitavecchia del 14/02/2023 che aveva dichiarato 'non doversi procedere' per prescrizione nei confronti della società per il reato amministrativo dipendente da reato (importazione di display e schermi contraffatti, 25/06/2015). Il Procuratore Generale ha denunciato inosservanza dell'art. 22 del d.lgs. n. 231/2001: una volta contestato tempestivamente l'illecito amministrativo, la prescrizione si interrompe e resta sospesa fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio; pertanto la dichiarazione di prescrizione del Tribunale sarebbe errata.

Norme richiamate

  • d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, art. 22

    la citazione a giudizio in quanto atto di contestazione dell'illecito amministrativo interrompe la prescrizione e ne sospende il decorso dei termini fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio

    La Corte ha applicato l'art. 22 nel senso che la tempestiva contestazione dell'illecito amministrativo (citazione a giudizio) interrompe la prescrizione e ne sospende il decorso fino al giudicato, impedendo che maturi la prescrizione se la contestazione è avvenuta entro i termini previsti

  • d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, artt. 5 lett. a), 6, 25-bis lett. f)

    Norme richiamate per individuare l'illecito amministrativo dipendente da reato ascritto all'ente: definiscono la responsabilità amministrativa dell'ente per il vantaggio tratto dalla condotta delittuosa dell'amministratore e i reati presupposto

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8

    Previsione procedurale che consente la requisitoria scritta nel procedimento davanti alla Corte di Cassazione; nel caso è stata depositata requisitoria scritta dal Sostituto Procuratore generale

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

    Richiamato per delimitare i termini e i limiti del gravame in cassazione proposto dal Procuratore Generale, ovvero per specificare il campo di censura consentito

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 12278 del 15/01/2020 (Sauta)

    Precedente richiamato che conferma il principio secondo cui la citazione a giudizio dell'ente interrompe la prescrizione nei termini previsti dall'art. 22 del d.lgs. 231/2001

Massime di principio

  • Quando l'illecito amministrativo dell'ente, dipendente da reato, è tempestivamente contestato mediante citazione a giudizio, la prescrizione si interrompe e resta sospesa fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio.
  • La valutazione della prescrizione in procedimenti a carico di enti deve tenere conto non solo della data di commissione del reato, ma anche della data di contestazione formale (citazione a giudizio) dell'illecito amministrativo.
  • Se dalla commissione del reato alla contestazione non sono decorso i termini previsti (ad es. cinque anni ove rilevante), la mera dichiarazione di prescrizione da parte del giudice di merito può essere annullata in Cassazione se omette di applicare l'art. 22 del d.lgs. 231/2001.
  • La Procura generale può impugnare in cassazione sentenze che dichiarano la prescrizione dell'illecito amministrativo dell'ente nei limiti procedurali previsti (art. 173 disp. att. c.p.p.), e la Corte di Cassazione può rinviare per nuovo giudizio quando rilevi errata applicazione della disciplina sulla prescrizione.
  • In sede di impugnazione è utile richiamare precedenti giurisprudenziali consolidati per dimostrare l'interpretazione corretta dell'art. 22 e ottenere l'annullamento della decisione di merito se difforme.

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