Cassazione Penale, Sentenza n. 20437/2022 del 25/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna per vizi di motivazione la conferma della condanna relativa alla violazione della prescrizione di non allontanarsi dalla dimora senza preventivo avviso. La difesa ha sostenuto che gli spostamenti accertati (trasiti a distanza di pochi minuti e poche centinaia di metri) non dimostrano un allontanamento 'lontano' dalla dimora e che la prescrizione contestata è generica e priva dei requisiti di tassatività e determinatezza richiamati dalla Corte EDU (De Tommaso) e dalla giurisprudenza interna.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso limitatamente al capo 1 (violazione della prescrizione di non allontanarsi dalla dimora senza preventivo avviso) ritenendo che la motivazione della Corte d'appello non abbia indicato elementi spaziali oggettivi (distanze, coordinate relative alla dimora) tali da qualificare gli spostamenti come 'lontani'. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio su quel capo ad altra Sezione della Corte d'appello di Torino. Restano implicite le statuizioni relative agli altri capi che non sono stati annullati.
Norme richiamate
art. 8, comma 4, d.lgs. n.159/2011
contiene le prescrizioni della misura di prevenzione personale (es. non allontanarsi dalla dimora senza preventivo avviso)
Tali prescrizioni possono avere contenuto specifico e giustificare una sanzione penale se espresse con sufficiente determinazione; nel caso in esame il divieto di allontanarsi richiede un fatto oggettivo e chiaramente intellegibile relativo allo spostamento 'lontano' rispetto alla dimora
art. 75, comma 2, d.lgs. n.159/2011
norma contestata al capo 1
Fattispecie applicata in primo grado per la violazione della prescrizione della sorveglianza speciale; la Cassazione ha annullato la condanna relativa a questa fattispecie per carenza della motivazione circa l'elemento 'lontananza'
art. 73 d.lgs. n.159/2011
reato contestato al capo 2
Altro reato per cui il ricorrente era stato condannato; la sentenza di cassazione non ha annullato tale capo
Art. 25 Cost.
principio di tassatività e determinatezza della norma penale
Richiesto che la sanzione penale sia applicata solo se l'obbligo è formulato in modo prevedibile e determinato; la Cassazione lo invoca per valutare la penalizzabilità della violazione della prescrizione
Corte EDU, sentenza De Tommaso contro Italia
Principio secondo cui prescrizioni generiche (es. 'vivere onestamente') non possono costituire base per sanzione penale in assenza di specificità; criterio richiamato come parametro di conformità
Corte Costituzionale, sentenza n.24/2019
Ha rilevato la non conformità di prescrizioni generiche con principi costituzionali e convenzionali; utilizzata dalla Cassazione per rafforzare il requisito di specificità
Corte di Cassazione, Sezioni Unite (Acquaviva, Paternò)
Sez. U. n.46595 del 28/03/2019; Sez. U. n.40076 del 27/04/2017
Giurisprudenza di legittimità che ha escluso la penalizzabilità di prescrizioni generiche e posto il criterio della determinazione delle prescrizioni per compatibilità costituzionale
Massime di principio
- Perché la violazione della prescrizione di non allontanarsi dalla dimora integri reato è necessario che lo spostamento sia descritto con elementi oggettivi e intellegibili (luoghi, distanza rispetto alla dimora, tempi) che consentano di qualificare lo spostamento come 'lontano'.
- Prescrizioni generiche (ad es. 'vivere onestamente') non possono costituire base per sanzione penale: le misure di prevenzione devono imporre comportamenti specifici e determinati per essere penalmente rilevanti.
- La motivazione giudiziaria deve evitare formule vaghe (es. 'consistente', 'prolungato') e indicare parametri spaziali/temporali concreti; in mancanza la sentenza rischia annullamento per carenza di motivazione sul fatto essenziale.
- In situazioni similari la difesa dovrebbe documentare le effettive distanze/tempi degli spostamenti e richiamare De Tommaso, le sentenze delle Sezioni Unite e della Corte Costituzionale per contestare la tassatività delle prescrizioni.
- Se il giudice impone prescrizioni di allontanamento, è opportuno che tali prescrizioni siano esplicitate con limiti chiari (es. raggio in metri, fasce orarie) per garantire prevedibilità e conformità al principio di legalità.
- In caso di dubbio sulla sussistenza dell'elemento materiale della violazione, la Cassazione tende ad annullare e rinviare per nuovo giudizio anziché convalidare una motivazione generica.
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