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Sentenza

Sentenza n. 7252/2026 - Roma, Sezione 3T

per l'ottemperanza della sentenza n. 490/2024 del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, pubblicata in data 17.03.2024.

Giustizia amministrativa202507073

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III-terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, n. 490/2024, relativa all'erogazione di buoni di spesa per la formazione professionale

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a., chiedendo l'accertamento dell'inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, n. 490/2024. Tale sentenza aveva riconosciuto il diritto del docente a ottenere buoni di spesa per formazione, aggiornamento e qualificazione professionale, per complessivi euro 2.000,00, e aveva condannato l'Amministrazione a emetterli secondo le modalità previste dall'art. 5 del D.P.C.M. n. 32313 del 23 settembre 2015. Dopo l'instaurazione del giudizio, il Ministero ha accreditato la somma dovuta. Il ricorrente ha quindi rappresentato l'avvenuta soddisfazione della pretesa, insistendo tuttavia per la condanna dell'Amministrazione alle spese processuali.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che il pagamento intervenuto nel corso del giudizio avesse integralmente e irretrattabilmente soddisfatto l'interesse azionato. Ai fini della regolazione delle spese, il Collegio ha effettuato la valutazione virtuale della fondatezza della domanda originaria, secondo il criterio della soccombenza virtuale. Ha ritenuto il ricorso astrattamente fondato poiché il soddisfacimento del credito è avvenuto soltanto dopo la proposizione del giudizio di ottemperanza. Le spese sono state parzialmente compensate, in ragione dell'esecuzione della sentenza da parte dell'Amministrazione successivamente all'introduzione del giudizio; per la parte residua, il Ministero è stato condannato al pagamento di euro 400,00, oltre accessori di legge, in favore del ricorrente, con distrazione a favore dei difensori dichiaratisi antistatari. È stata inoltre ordinata l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l'esecuzione del giudicato.

  • art. 5 D.P.C.M. n. 32313 del 23.09.2015

    La sentenza del giudice ordinario aveva previsto che l'erogazione dei buoni di spesa avvenisse secondo le modalità stabilite da questa disposizione.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere ricorre quando un'attività amministrativa sopravvenuta soddisfa integralmente e irretrattabilmente la pretesa azionata, facendo venir meno ogni utilità residua della pronuncia di merito.
  • Quando la soddisfazione della pretesa interviene nel corso del giudizio, il giudice deve valutare virtualmente la fondatezza della domanda originaria ai fini della regolazione delle spese processuali.
  • Se l'Amministrazione esegue il giudicato soltanto dopo la proposizione del giudizio di ottemperanza, la domanda deve essere considerata astrattamente fondata ai fini della soccombenza virtuale.
  • L'esecuzione sopravvenuta del giudicato può giustificare una compensazione parziale delle spese, mentre la parte residua può essere posta a carico dell'Amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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