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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12743/2023 del 27/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Catanzaro del 16 settembre 2022 che, in parziale accoglimento della richiesta di riesame, aveva sostituito la misura degli arresti domiciliari applicata a Munno con il divieto di dimora nella provincia di Cosenza. Il difensore aveva proposto ricorso per l'annullamento dell'ordinanza; successivamente, in data 16 gennaio 2023, il difensore, avvalendosi di procura speciale, ha depositato rinuncia al ricorso per sopravvenuta carenza di interesse a seguito della ulteriore modifica della misura cautelare disposta dal Giudice per le indagini preliminari il 16 dicembre 2022.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. La Corte ha rilevato che la rinuncia depositata dal difensore determina la perdita dell'interesse ad ottenere la statuizione richiesta e impone la declaratoria di inammissibilità. È stato inoltre affermato che il venir meno dell'interesse non configura soccombenza, pertanto dalla dichiarazione di inammissibilità non consegue condanna alle spese né applicazione di sanzione pecuniaria a carico del ricorrente.

Norme richiamate

  • Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8 (convertito in legge n. 176/2020)

    art. 23, comma 8 del d.l. 137/2020

    Predisposizione della procedura scritta per il trattamento del ricorso; conferma della modalità procedurale seguita

  • Decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, art. 16, comma 1 (convertito con modificazioni dalla legge n. 15/2022)

    art. 16, comma 1 del d.l. 228/2021

    Proroga/recepimento della disciplina procedurale che ha consentito la prosecuzione della trattazione secondo la procedura scritta

  • Codice di procedura penale, art. 568, comma 4

    art. 568, comma 4 cod. proc. pen.

    Regola generale sull'interesse alla impugnazione: il soggetto legittimato deve essere portatore di un interesse concreto e attuale che deve persistere fino alla decisione. L'assenza di tale interesse comporta inammissibilità del ricorso

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata

    Sez. U, n. 20 del 09/10/1996; Sez. U, n. 7 del 25/06/1997; Sez. 2, n. 4974 del 17/01/2017; Sez. 3, n. 29593 del 26/05/2021; Sez. 1, n. 11302 del 19/09/2017; Sez. 6, n. 19209 del 31/03/2013

    Consolidato orientamento secondo cui la sopravvenuta mancanza di interesse alla decisione determina inammissibilità del ricorso e, se l'interesse viene meno, non si configura soccombenza con conseguente esclusione di condanna alle spese e di sanzione pecuniaria

Massime di principio

  • La sostituzione o modifica della misura cautelare che elimina il pregiudizio lamentato dal ricorrente fa venir meno l'interesse all'impugnazione e determina l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La rinuncia formale al ricorso, se valida (ad esempio depositata dal difensore munito di procura speciale), impone al giudice la declaratoria di inammissibilità; non si tratta di soccombenza e quindi non si applicano spese processuali o sanzioni pecuniarie per il ricorrente.
  • Per non perdere l'interesse a impugnare in caso di modifiche della misura cautelare, il difensore può valutare di impugnare anche la successiva ordinanza che ha modificato la misura o di formulare specifiche istanze che preservino l'interesse concreto fino alla decisione.
  • È necessario verificare tempestivamente ogni provvedimento successivo che incide sulla situazione cautelare: una modifica favorevole al ricorrente può rendere inutile il ricorso e consigliarne la rinuncia; una modifica non risolutiva potrebbe invece richiedere la prosecuzione dell'impugnazione.
  • La procura speciale conferita al difensore consente a quest'ultimo di compiere atti processuali rilevanti, inclusa la rinuncia al ricorso; è opportuno assicurarsi che la procura contenga i poteri specifici richiesti per tali rinunce.

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