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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7313/2024 del 19/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la decisione che ha negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo che la condotta non era maliziosa e che non vi fu alcun espediente per deviare il servizio (il rifornimento sarebbe stato effettivamente necessario, confermato dalle dichiarazioni dei militari), nonché rilevando una presunta contraddizione tra il diniego della non punibilità e la prevalenza accordata alle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per tre ordini di ragioni: 1) il ricorso non ha affrontato l'intero apparato motivazionale della sentenza impugnata, che ha basato il diniego della particolare tenuità su molteplici elementi (tra cui abuso di posizione e danno di immagine) idonei a motivare la decisione; 2) le censure in punto di maliziosità della condotta avrebbero richiesto una rivalutazione del fatto e della prova, non consentita in sede di legittimità; 3) non sussiste contraddizione manifesta tra il diniego della non punibilità e la concessione di attenuanti generiche, che si fondano su elementi distinti (personalità e condotta processuale). Conseguentemente il ricorso è respinto, confermando di fatto la condanna di merito (pena ridotta a quattro mesi in appello) e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità richiede una valutazione complessiva di indicatori oggettivi e soggettivi (intensità del dolo, offensività della condotta, conseguenze concrete). Nel caso de quo è stata negata perché erano presenti elementi quali abuso di posizione di comando e danno d'immagine, ritenuti incompatibili con la particolare tenuità.

  • Sez. 4, n. 18826 del 09/02/2012 (Pezzo, Rv. 253849-01)

    Principio secondo cui il difetto di adeguata correlazione tra le argomentazioni dell'impugnante e l'intero apparato motivazionale della sentenza di merito determina l'aspecificità del ricorso e la sua inammissibilità.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 2000

    Consente la condanna dell'istante al versamento di una somma alla Cassa delle ammende per profili di colpa connessi a impugnazioni irrituali; applicato per giustificare l'ulteriore condanna pecuniaria di euro tremila.

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità richiede una valutazione globale: presenza di abuso di posizione o danno d'immagine tende a escluderla.
  • In Cassazione non è ammessa la rivalutazione del fatto e della prova: il ricorso deve criticare specificamente la motivazione della decisione di merito, non riformulare la ricostruzione probatoria.
  • Un'apparente incongruenza tra il diniego della non punibilità e la concessione di attenuanti può essere giustificata se fondata su elementi diversi (gravità del fatto vs personalità e condotta processuale).
  • Il ricorso che non si confronta con l'intero apparato motivazionale del giudice di merito è soggetto a dichiarazione di inammissibilità per aspecificità.
  • Impugnazioni ritenute irrituali o colpose possono comportare, oltre alle spese processuali, l'obbligo di versare somme alla Cassa delle ammende; valutare attentamente la fondatezza delle censure prima di proporre ricorso.

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