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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12158/2023 del 23/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente era stata condannata per il reato previsto dall'art. 4 d.lgs. n. 74/2000 per avere, quale amministratore unico e socia della Cometalf s.r.l., indicato nella dichiarazione 2011 ricavi inferiori a quelli reali e costi fittizi/inesistenti, determinando un'evasione IRES di 481.059,35 euro. Ha proposto ricorso per cassazione articolato in quattro motivi: 1) censura sulla applicazione della novella del d.lgs. n. 158/2015 (distinzione tra costi "fittizi" e "inesistenti" e non rilevanza delle violazioni dei criteri di competenza/inerenza/indeducibilità); 2) contestazione dell'applicazione dell'art. 4, comma 1-ter nella formulazione errata (valutazione complessiva vs singola e soglia del 10%); 3) vizio di motivazione nel diniego della conversione della pena detentiva in pena pecuniaria, basato su valutazione della solvibilità dell'imputata, parametro non previsto dall'art. 133 c.p.; 4) esclusione delle attenuanti generiche per precedenti contravvenzionali senza adeguata valutazione degli elementi difensivi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibili o manifestamente infondati i primi due motivi (primo: ricostruzione conforme ai precedenti di questa Corte e accertamento che i costi erano "inesistenti"; secondo: questione non adeguatamente dedotta in appello e priva di riscontro). Ha invece accolto il terzo motivo: la Corte d'appello ha motivato il rifiuto della conversione della pena su un parametro non pertinente (la presunta mancanza di solvibilità), violando i criteri dell'art. 133 c.p.; perciò la sentenza è stata annullata limitatamente al punto relativo alla conversione della pena e rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Lecce. Il quarto motivo (attenuanti generiche) è stato ritenuto inammissibile perché generico e la valutazione dei giudici di merito sui precedenti è insindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata. In sintesi la condanna sostanziale è stata confermata, ma la decisione sulla conversione della pena è stata rinviata.

Norme richiamate

  • art. 4 d.lgs. n. 74/2000

    riferimenti a elementi attivi indicati in misura inferiore e ad elementi passivi "inesistenti"

    Dopo le modifiche introdotte dal d.lgs. n. 158/2015 il reato si integra per l'indicazione di componenti positivi inferiori al reale, per costi inesistenti (non piu' semplicemente "fittizi") e per la sottofatturazione; non rileva la mera violazione dei criteri di competenza o inerenza quando gli elementi sono oggettivamente esistenti

  • d.lgs. n. 158/2015

    abrogazione dell'art. 7 e introduzione dei commi 1-bis e 1-ter dell'art. 4

    Ha introdotto modifiche parzialmente ablulative (jus superveniens favorevole): non si tiene conto, per la configurabilità del reato, della non corretta classificazione di elementi attivi oggettivamente esistenti effettuata in violazione dei criteri di competenza, inerenza e indeducibilità; ha inoltre sostituito la nozione di costi "fittizi" con "inesistenti"

  • art. 4, comma 1-ter d.lgs. n. 74/2000

    nelle discussioni viene richiamata la valutazione "complessiva" o "singolarmente considerata"

    La formulazione soggetta a modifiche successive disciplina i casi di non punibilità per valutazioni difformi entro determinate soglie; va applicato il testo piu' favorevole (jus superveniens) se ricorrente

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri esclusivi per la conversione di pene detentive brevi in pene pecuniarie: il giudice deve valutare le modalita' del fatto e la personalita' del condannato (anche alla luce dei precedenti); non rientrano tra i parametri la prognosi sulla solvibilita' economica dell'imputato

  • art. 58, comma 2, L. 24/11/1981 n. 689

    La limitazione prevista riguarda le pene sostitutive accompagnate da prescrizioni (semidetenzione, liberta' controllata) e non la pena pecuniaria sostitutiva che non comporta prescrizioni; quindi la valutazione prognostica di inadempimento attiene ad altre misure, non alla pena pecuniaria

Massime di principio

  • Se i costi dichiarati risultano privi di qualsiasi documentazione e non si puo' dimostrare l'acquisto (acquisti "in nero" esclusi), essi possono essere qualificati come "inesistenti" e integrare il reato di dichiarazione infedele anche dopo la riforma del 2015
  • Dopo la novella del 2015, la semplice violazione dei criteri di competenza o inerenza rispetto ad elementi oggettivamente esistenti non costituisce, di per sé, reato penalmente rilevante; occorre invece che vi sia indicazione di elementi inesistenti o soppressione di ricavi
  • In presenza di una norma penale piu' favorevole intervenuta nel corso del processo si applica il principio del jus superveniens: occorre verificare se il fatto accertato rientra ancora nella nuova formulazione della fattispecie
  • La conversione della pena detentiva breve in pena pecuniaria va motivata con riferimento ai criteri indicati dall'art. 133 c.p. (modalita' del fatto, personalita' del condannato, precedenti); valutazioni su "solvibilita'" non sono parametro legittimo e possono determinare annullamento con rinvio
  • Le decisioni dei giudici di merito sull'applicazione delle attenuanti generiche sono valutazioni di fatto; in Cassazione sono difficilmente modificabili salvo vizio di motivazione evidente o carenza degli elementi considerati
  • Questioni e argomentazioni nuove sollevate solo in sede di discussione in appello rischiano di essere considerate inammissibili in cassazione se non adeguatamente dedotte e documentate nei gradi precedenti

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