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Sentenza

Sentenza n. 473/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento della deliberazione adottata con i poteri della Giunta Comunale del Comune di Sabaudia n. 69 del 27/09/16 con cui il Commissario straordinario dell’ente, ai sensi dell’art. 58 d. l. n. 112/08, ha approvato il piano delle alienazioni e valorizzazioni per il triennio 2017-2018-2019.

Giustizia amministrativa201600876

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione commissariale, adottata con i poteri della Giunta comunale, di approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni per il triennio 2017-2018-2019

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la deliberazione comunale deducendo, in sostanza, che il Comune avesse erroneamente inserito nel piano l’area sulla quale si trova il ristorante di sua proprietà, assumendo che il bene fosse divenuto di proprietà comunale per effetto di un trasferimento gratuito mediante atto notarile del 23 settembre 1998, circostanza contestata dal ricorrente. Il giudice ha precisato che la questione dominicale non era oggetto del giudizio, limitato alla legittimità della deliberazione di approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni. In corso di causa il ricorrente ha chiesto, soltanto nella comparsa conclusionale, la riunione con altri giudizi aventi a oggetto i successivi piani comunali delle alienazioni relativi ai trienni 2018-2020 e 2019-2021.

La decisione

Il Tribunale ha respinto l’istanza di riunione, rilevando che uno dei giudizi indicati non era ancora fissato per la discussione e che non sussistevano ragioni eccezionali per differire la decisione, anche perché non era configurabile un possibile contrasto tra giudicati. Nel merito processuale, ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il piano impugnato riguardava esclusivamente il triennio 2017-2019 ed aveva esaurito i propri effetti, essendo stato superato da successivi piani delle alienazioni approvati negli anni 2018-2024. Le successive deliberazioni, comprese quelle più recenti, non erano state impugnate. Pertanto, l’eventuale annullamento del piano originario non avrebbe procurato al ricorrente alcuna utilità attuale, poiché la sua posizione risultava eventualmente incisa dal solo piano vigente. Il richiamo del piano precedente nei successivi atti non comportava un rapporto di presupposizione tale da determinare la caducazione automatica degli atti successivi. Il ricorrente, inoltre, non aveva contestato specificamente l’eccezione di improcedibilità formulata dal Comune e non aveva proposto domanda risarcitoria. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 58 d.l. n. 112/2008

    La disposizione è richiamata quale base normativa per l’approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni degli immobili comunali.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Il giudice lo interpreta nel senso che il differimento della decisione è consentito soltanto in casi eccezionali; nella fattispecie non sussistevano tali presupposti.

  • art. 73 c.p.a.

    Il giudice ritiene superfluo l’avviso relativo alla possibile definizione del giudizio in rito, in ragione dell’assenza di specifiche controdeduzioni del ricorrente all’eccezione di improcedibilità e della manifesta sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    La norma è richiamata in relazione alla trattazione da remoto dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

Massime di principio

  • L’impugnazione di un piano delle alienazioni e valorizzazioni diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando il piano ha esaurito i propri effetti ed è stato sostituito da piani successivi non impugnati, poiché l’eventuale annullamento dell’atto originario non arrecherebbe più un’utilità concreta e attuale al ricorrente.
  • Il mero richiamo di un piano delle alienazioni precedente nei successivi piani non instaura, di per sé, un rapporto di presupposizione tale da comportare la caducazione automatica degli atti successivi in caso di annullamento del piano originario.
  • La questione relativa alla titolarità dominicale del bene inserito in un piano delle alienazioni non viene decisa nel giudizio di impugnazione della deliberazione di approvazione del piano, se non è direttamente oggetto della domanda e del sindacato di legittimità sull’atto amministrativo.
  • La riunione di giudizi connessi può essere negata quando uno dei procedimenti non è ancora fissato per la discussione e non ricorrono ragioni eccezionali per differire la decisione, in particolare quando non è ipotizzabile un contrasto tra giudicati.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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